Il volto di Federico Aldrovandi è stato proibito un'altra volta in occasione di Roma-Spal disputatasi oggi all'Olimpico. La Curva Ovest della squadra di Ferrara ha commentato su Facebook la vicenda. Lo stesso ha fatto anche Lino, il padre del ragazzo, scrivendo così:
"Che dire, spiace veramente per quei ragazzi che dopo centinaia di km e sacrifici, oggi si sono visti costretti a non assaporare insieme a Federico, una vittoria sportiva. Null'altro che una vittoria sportiva. Ai solerti funzionari vorrei dire loro che Federico oggi non c'era perché ucciso senza una ragione un 25 settembre 2005 da 4 persone in divisa (loro colleghi?), e forse oggi avrebbe potuto anche esserci, in carne ed ossa. Quelle magliette, quella bandiera con quel volto, danno così tanto fastidio? Sono le regole si dirà. Ma allora se un giorno decidessi personalmente di andare allo stadio, o magari, perché no, a teatro, o al cinema, o in piazza con la maglia raffigurante l'immagine di mio figlio, me lo impedirebbero fino a negarmi di tenermi addosso mio figlio? Non pensa qualcuno forse di aver già fatto abbastanza male? Nessuno ha mai chiesto a quei ragazzi alcunché. Quella bandiera, quelle magliette sono un qualcosa che è nato spontaneamente dai loro cuori e dalla loro anima, ed io a chi parla con il cuore magari continuando a tenermi la mano, avrò sempre nei suoi confronti un sentimento grande di riconoscenza umana, di quell'umanità che certuni non riescono ancora a capirne il significato.
Lino.
Nessuna offesa ad alcuno, perché Federico così vorrebbe. Grazie".