De Rossi oggi non ci sarà. Saranno le spalle di Nzonzi a sostenere il peso del reparto. A sciogliere le ultime riserve ha pensato Di Francesco in persona, che nella conferenza stampa della vigilia ha escluso la convocazione del Capitano (e di Kolarov, alle prese con lo stesso problema a un dito del piede). Perlomeno nella gara con la Spal, lasciando invece ancora uno spiraglio aperto per quella di martedì in Champions. Il centrocampo avrà quindi per la prima volta in questa stagione - relativamente al campionato - un altro "padrone". Tanto per ruolo quanto per personalità. Senza poter contare sul numero 16, la Roma affiderà il fulcro del proprio gioco in mezzo al campo proprio al francese, che dopo un avvio stentato (come il resto della squadra) sta crescendo visibilmente e in maniera esponenziale partita dopo partita.

A Empoli l'ex Siviglia ha anche trovato la via del gol, per la prima volta con la maglia giallorossa. Con il pezzo forte del repertorio, quel gioco aereo che per uno della sua stazza è sicuramente più alla portata rispetto agli altri comuni mortali. Ma ben prima della rete che ha sbloccato il match del Castellani, Steven si era segnalato per una serie di prestazioni più che soddisfacenti. La sua esplosione ha coinciso con quella di tutta la Roma e sarà un caso - o forse no - ma il nuovo sistema varato all'inizio del ciclo di vittorie consecutive sembra averne agevolato il ritorno alla forma migliore. Ovvero quello con i due mediani davanti alla difesa, che finora sono (quasi, se si eccettua la sfida di Champions col Viktoria Plzen) sempre stati lui e De Rossi.

Nella notte europea contro i cechi, in una gara vinta in scioltezza dai giallorossi, al suo fianco è stato schierato Cristante. L'ex atalantino ha mostrato di trovarsi a proprio agio nel ruolo, forte anche di una vera e propria calamita di palloni come Nzonzi accanto. Chiaramente per caratteristiche tattiche, fisiche e anche per esperienza, la coppia che il francese può comporre con Bryan differisce da quella formata con il Capitano. Ma la Spal può fungere da conferma. Una squadra che lotta per la salvezza in un campionato come quello italiano tende a chiudere la maggior parte degli spazi soprattutto laddove la manovra va a nascere, ovvero nella posizione della quasi inedita coppia romanista. Che avrà compiti di interdizione come sempre, ma soprattutto di costruzione. In entrambe le fasi Nzonzi ha dimostrato di sapersi destreggiare senza alcun affanno, toccando un numero impressionante di palloni, che una volta entrati in suo possesso, sembrano quasi impossibili da riconquistare per gli avversari. A sradicarli ci pensa invece lui, grazie alle lunghe leve, al gran fisico e a una sapienza nel modo di stare in campo che certificano ogni settimana che passa per quale ragione il ds Monchi abbia insistito così tanto per averlo durante l'ultima sessione di mercato. Il dirigente spagnolo lo conosce bene, e al di là di giudizi fin troppo affrettati, sembra averci visto giusto.