Si va avanti per strappi e tour de force. Oggi riparte la Serie A: Roma e Spal saranno le prime squadre a scendere in campo in questa nona giornata. La pausa è servita certamente a riprendere fiato, dopo la raffica delle sette partite in 21 giorni che la Roma ha giocato prima che la sosta per gli impegni della Nations League interrompesse il campionato. Uno stop che è servito a riassaporare il gusto del giusto riposo, quello che si apprezza solo quando si ha la coscienza a posto. Come l'ultima Roma di Di Francesco, capace di mettere insieme quattro vittorie consecutive dopo una partenza da dimenticare e costellata da un paio di figuracce che gridano ancora vendetta. Roma e Spal sono state protagoniste di un percorso all'opposto: avvio bruciante per gli uomini di Semplici e poi quattro sconfitte consecutive. Partenza shock e prepotente ripresa per i giallorossi, ora quinti in classifica con quattordici punti. Di terreno da recuperare ce n'è ancora molto, complici anche i tanti, assurdi, punti persi con Bologna, Chievo e Atalanta, squadre che al via di questa giornata occupano tre delle ultime cinque posizioni della classifica della Serie A. Il campionato non si fa con i sé e i ma, anche se fa male pensare dove potrebbe stare la Roma se solo avesse messo in tasca i sette punti teoricamente facili e che, invece, si è fatta sfuggire in maniera scriteriata nei tre incontri, due dei quali – tra l'altro- giocati all'Olimpico.

Storia e precedenti di Roma-Spal

A proposito di stadio, in una settimana in cui il tema  ha tenuto banco, è curioso notare come proprio la Spal abbia tenuto  a battesimo sia lo Stadio Olimpico sia il Flaminio. Nel primo caso, la partita si giocò alla trentaquattresima giornata del campionato 1952-53, l'ultima del torneo. Fino ad allora, i giallorossi avevano giocato allo Stadio Torino. È, invece, l'8 novembre del 1959 quando la Roma battezza l'impianto progettato da Antonio e Pierluigi Nervi. In entrambe le occasioni il risultato finale fu un pareggio: 0 a 0 all'Olimpico e 1 a 1 al Flaminio. Sono 17 i precedenti ufficiali tra le due squadre a Roma con un bilancio di 10 successi giallorossi, 6 pareggi e una vittoria dei biancazzurri (2-0, nella serie A 1965/66). In quell'occasione, la SPAL era guidata da Francesco Petagna, nonno di Andrea che oggi guida l'attacco dei ferraresi. Un ricorso storico buono solo per ribadire quanto il calcio sia capace di scrivere storie belle. Ma che non deve fare tremare una squadra destinata inevitabilmente a crescere e a salire in classifica.

Il mese della verità

La rotta è stata in parte raddrizzata, ma quello che si apre oggi può essere definito senza paura il mese della verità per i colori giallorossi. Questa volta saranno sei partite in ventitré giorni, compresi i due impegni con il Cska Mosca che tanto diranno anche del futuro europeo della squadra giallorossa. È curioso come anche lo scorso anno l'incontro con i ferraresi anticipò, sia all'andata sia al ritorno, un impegno in Champions League. All'andata, Roma-Spal precedette la sfida dell'Olimpico con il Qarabag, mentre nello 0-3 del ritorno non solo si registrò il primo gol in campionato di Schick, ma si preparò la trasferta di Liverpool per l'andata della storica semifinale. Anche per Lorenzo Pellegrini dire Spal significa ricordare una prima volta: nella partita d'andata dello scorso campionato, infatti, realizzò il suo primo gol con la maglia della Roma. A proposito di gol, come è ormai una consuetudine, la Roma si conferma essere una cooperativa nella realizzazione. La graduatoria, che conta il numero di calciatori andati a rete per ogni singolo club, vede la squadra di Di Francesco davanti a tutte le altre venti di Serie A con ben 11 marcatori, quasi il triplo della Spal, ferma a quota 4. Nei cinque maggiori campionati europei, solo il Borussia Dortmund ha fatto meglio, mandandone in rete 13. La squadra di Di Francesco ha segnato in media 3.4 gol nelle ultime cinque gare giocate all'Olimpico. Riprendiamo il cammino, nel segno del gol.