Edin Dzeko ritrova l'arbitro Gianluca Manganiello. Sarà il fischietto di Pinerolo a dirigere Roma-Cagliari e il suo nome evoca nella mente dei romanisti ricordi nefasti. Non tanto per i precedenti in campionato, dove sono arrivate due vittorie contro Parma e Frosinone, quanto per quella brutta eliminazione in Coppa Italia con i 7 gol incassati dalla Fiorentina. Il bosniaco in quella partita ha giocato solo 27 minuti: è entrato all'inizio del secondo tempo ed è stato espulso dopo un confronto a muso duro con l'arbitro piemontese. I due si sono rivisiti una ventina di giorni dopo a Frosinone e anche in quell'occasione Dzeko non ha vissuto una gara serena. Ha litigato con gli avversari in campo e con il pubblico sugli spalti, si è beccato un'ammonizione ma alla fine ha canalizzato il nervosismo in quel colpo di bacino che ha regalato la vittoria alla Roma.

Mai così "cattivo"

Quella partita è un po' il riflesso del'annata inquieta vissuta da Dzeko che in carriera non era mai stato così "cattivo" come in questa stagione dove ha collezionato 10 cartellini in tutte le competizioni (compreso il rosso di Firenze) e in campionato è il secondo romanista più sanzionato dopo Cristante. Nelle ultime settimane, la versione bisbetica del bomber ha lasciato di nuovo spazio a quella serena e rassicurante dell'attaccante che l'anno scorso si è trascinato la Roma sulle spalle in tante occasioni. Oggi più con le prestazioni che con i gol. Una rete però è arrivata ed è stata decisiva perché ha regalato 3 punti alla Roma contro l'Udinese ed è servita a spezzare il sortilegio che per quasi un anno ha impedito a Dzeko di segnare allo stadio Olimpico. Sabato ritorna a giocare sul prato di casa dove non segna per due gare consecutive dalla stagione 2016-17 quando ha punito di seguito Inter e Verona. L'avversario è il Cagliari che in carriera ha affrontato per tre volte, non c'era nel beffardo 2-2 dell'andata, e a cui ha segnato un solo gol nel gennaio del 2017. Una rete bella, importante e da bomber vero sotto una Curva Sud  semivuota e ancora divisa a metà dalle barriere. La Roma, nelle cinque partite che mancano da qui alla fine del campionato, ha bisogno di questi gol e di questo Dzeko per centrare un piazzamento tra le prime quattro.

Un finale di stagione che servirà anche a Edin per capire meglio il suo futuro visto che l'età (33) e un contratto importante in scadenza nel 2020 sembrano allontanarlo dalla Capitale. Il suo destino potrebbe cambiare con l'arrivo del nuovo allenatore, magari proprio quell'Antonio Conte che un anno e mezzo fa voleva portarselo al Chelsea in un affare saltato quando sembrava tutto fatto. Questa volta le loro strade potrebbero incrociarsi davvero, meglio sotto il sole della campagna romana che nella nebbia di quella inglese.