Quarantacinque. Giusto giusto un tempo di una partita, diciannove in campionato all'Olimpico contro la Spal, ventisei in casa in Champions contro il Real Madrid. Perché quarantacinque sono i minuti che Ante Coric ha giocato questa stagione con la maglia della Roma. Un dimenticato e magari qualche ragione ci sarà visto che prima Di Francesco e dopo Ranieri, di fatto non lo hanno mai preso in considerazione. Eppure era arrivato da queste parti con il ruolo di nuovo enfant prodige del calcio croato, l'etichetta di nuovo Modric che ha fatto però soltanto danni, l'ambizione di proporsi come la testa pensante per il centrocampo giallorosso. Niente di tutto questo. Per il croato, ventidue anni appena compiuti, una stagione trascorsa tra panchina, tribuna e infermeria, visto che, come ti sbagli, pure lui ha avuto qualche problema muscolare.

Adesso con De Rossi infortunato, Zaniolo e Cristante squalificati, quindi un buco nel ruolo di trequartista centrale nel quattro-due-tre-uno (sempre che Ranieri confermi questo modulo), il croato potrebbe rappresentare l'opzione giusta al momento giusto. Non va dimenticato che Coric nasce trequartista, un po' come era arrivato in Italia Pizarro per poi trasformarsi in centrale di centrocampo, che poi era il cammino che la Roma aveva immaginato per questo ragazzo dai piedi buoni ma con un fisico ancora da costruire. L'estate scorsa in precampionato aveva stupito un po' tutti per le sue qualità, quando invece sono cominciate le partite ufficiali, il campo lo ha visto solo in allenamento, non facendo altro che ingigantire gli errori di una campagna acquisti che tutto è stata meno che un successo. Adesso potrebbe essere la sua ora. Del resto è non è il sesto centrocampista della rosa? Ne mancheranno tre, quindi...