Nicolò Zaniolo. Daniele De Rossi. In parte Lorenzo Pellegrini. Sono questi i soli nomi che si potrebbero fare rispondendo a un'eventuale domanda su quale siano stati i giocatori della Roma che in questa stagione hanno avuto un rendimento migliore o in linea rispetto a quelle che erano le premesse di inizio stagione. In realtà ce ne è anche un altro. Lo chiamano il Faraone, all'anagrafe Stephan El Shaarawy, ventisette anni da compiere il prossimo ottobre, imprevisto capocannoniere in campionato di questa Roma che ha sempre fatto fatica a essere una squadra nel senso più pieno della parola. Nove le reti segnate da questo ragazzo che, se ha un limite, non è tecnico ma verbale, diciamo così, visto che a differenza di altri, tra le sue priorità, e quelle del suo entourage, non ha quella di voler stare costantemente in copertina.

Eppure questa sua quarta stagione (per la verità terza e mezza considerando che è arrivato dal Milan nel mercato di gennaio del 2016, della serie, caro Monchi, che il mercato di riparazione non conta niente), si sta rivelando la migliore per il Faraone. Anzi, meglio dire, la più continua che non è una cosa di poco conto considerando che a El Shaarawy, come limite, è stata sempre imputata una mancanza di continuità di rendimento. Non in questa stagione. Ci sono anche i numeri a confermarlo. A cominciare dai gol. Nove realizzati, tutti in campionato. Ne manca soltanto uno per arrivare a quella doppia cifra che, nella sua carriera, ha centrato soltanto una volta. Quando vestiva la maglia del Milan, sedici reti in totale in quella stagione, realizzate tutte nella prima parte del campionato quando sembrava destinato a una carriera da assoluto protagonista. Poi il club rossonero pensò bene di prendere Mario Balotelli, il risultato fu che il Faraone si fermò e l'attuale centravanti del Marsiglia fece più danni che reti. In pratica un doppio flop.

Ranieri non ha nascosto di puntare forte su El Shaarawy in questo finale di campionato in cui la Roma è chiamata a inseguire quel quarto posto in classifica che vale una fortuna. L'allenatore ha sottolineato le qualità del Faraone, partendo dalla capacità ora di essere un giocatore a tutta fascia in grado di coprire tutta la corsia esterna, ma non dimenticando di sottolineare la confidenza con il gol che El Shaarawy ha comunque sempre dimostrato di avere. Anche per questo oggi pomeriggio contro l'Udinese, molto probabilmente, toccherà all'ex del Milan sistemarsi come esterno alto mancino, davanti a Juan Jesus, con l'obiettivo non solo di non far ripartire l'Udinese, ma soprattutto di andare a fare male. Cioè fare gol e brindare alla doppia cifra.