«A Udine ho lasciato il cuore, Roma mi ha adottato, cresciuto, mi ha fatto diventare un calciatore: è una gara speciale per me, che ora però guardo da allenatore». Con Gaetano D'Agostino, doppio ex di Roma-Udinese (ha un contratto che scade il 30 giugno 2020 con l'Alessandria, club che non allena più da Febbraio), abbiamo parlato della sfida dell'Olimpico. «Per la Roma non è una gara facile, l'Udinese con l'arrivo di Tudor è cambiata: ha mantenuto il 3-5-2,  ma gioca in modo accorto, riparte bene, sa rendersi pericolosa, con Lasagna e De Paul lì davanti può far male. La metamorfosi della squadra bianconera dimostra quanto sia strano il calcio e come possa incidere l'aspetto mentale in una squadra: la testa fa la differenza in questo sport».

Che gara deve fare la Roma?
«Una gara intelligente. L'Udinese giocando a campo aperto può diventare pericolosa, la Roma non dovrà permetterlo. I giallorossi dovranno fare una partita di attenzione, di calma e pazienza perché sono superiori e il gol lo troveranno. Alla fine penso che vincerà la Roma, ma l'Udinese farà la sua bella figura». 

Una cosa che la Roma non deve fare?
«Non dovrà avere l'ansia di segnare subito a tutti i costi proprio perché l'Udinese non aspetterà altro che trovarsi spazi davanti a sé».

La cura Ranieri a che punto è?
«Stiamo parlando di un allenatore vecchio stampo per mentalità. Sento sempre le sue conferenze, mi piace perché chiama in causa i tifosi, mette in risalto l'importanza dell'ambiente, cerca di coinvolgere tutti: è un tecnico-manager. Ranieri sa il fatto suo, la società ha scelto bene ma non sarà facile portare la Roma in Champions League perché la concorrenza è molto agguerrita: penso che si deciderà all'ultima giornata».

Come vedi la corsa Champions?
«Il quarto posto se lo giocano Milan e Roma, ma l'Atalanta può fare il colpo grosso. A Bergamo non c'è  pressione: i nerazzurri stanno lottando per un sogno, se non dovessero raggiungere il quarto posto verrebbero comunque applauditi e osannati. A Roma e Milano si vivono realtà diverse: se non si arriva quarti sarà fallimento. La Lazio, poi, la vedo un gradino dietro: con una gara in più da giocare aveva un bel vantaggio, ma gli ultimi risultati hanno dimostrato che non è in un gran in momento».

Si parla tanto di DDR allenatore...
«Sono sicuro che lo farà, ma dopo averlo visto segnare e soprattutto esultare in quel modo a Genova, penso proprio che giocherà anche l'anno prossimo: la panchina per lui può attendere».

Totti dirigente...
«È molto di più di una giacca e una cravatta. Il senso di appartenenza alla maglia della Roma deve insegnarlo lui. È Totti, e quando parla Totti...».