Carlo Zampa non lo teneva più nessuno: «Stasera me butto ner Tevere come mister Okay». Cassano aveva appena segnato il quarto gol, sul campo la Juventus era annichilita, nel corso della partita Totti aveva sbalordito la platea sciorinando il meglio del suo repertorio, Dacourt aveva aperto le danze («Se segna pure lui esce il sole a mezzanotte», cit.), e Pelizzoli aveva respinto di piede persino un rigore a Trezeguet.

Il gol più bello della serata sarebbe stato proprio di Totti, se quel magnifico destro di esterno collo scagliato in diagonale da 25 metri - dopo aver addomesticato il pallone di petto - non fosse finito sulla parte bassa della traversa, comunque ben lontano dalla manona protesa di Buffon. Verso la fine della partita, gli juventini rimasti in campo schiumavano rabbia. Montero aveva già scaricato la sua frustrazione scalciando proprio Totti e Collina l'aveva espulso.

Alla fine protestò Tudor, difensore croato della Juve, e una telecamera di Sky (in cronaca c'erano Caressa e Bergomi, esattamente come stasera) perfettamente piazzata immortalò quel gesto che rese leggendaria la soddisfazione romanista: c'era Totti, con la più canzonatoria delle sue espressioni, che ruotando le quattro dita in direzione del croato lo invitava a desistere, con il sottotitolo più divertente che un tifoso potesse sognare: «Ne avete presi quattro, è più dignitoso se restate zitti e andate via».

Era una Roma formidabile quella, ma come spesso è accaduto nella nostra storia non vinse niente. E la settimana dopo quella vittoria, tanto per dire, andò a pareggiare 0-0 ad Ancona, contro l'ultima della classifica che aveva Maini in mezzo al campo e un'improbabile coppia d'attacco composta dal panciuto Jardel e dal giovanissimo Pandev.