AS Roma

Lotito (presidente Airc): "Non siamo soddisfatti del tutto. Vogliamo tutelare i Romanisti"

Le parole a Radio Romanista: "Gli avvocati stanno predispondendo istanza di appello cautelare che andrà in discussione il 19 marzo. Ci vuole una proporzionalità tra quanto accaduto e sanzione"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
20 Febbraio 2026 - 17:19

Dopo l'accoglimento parziale del Tar sul ricorso presentato da Airc e Utr riguardo il divieto delle trasferte per i tifosi Romanisti fino a fine stagione, il presidente dell'Airc, Francesco Lotito, è intervenuto sulle frequenze di Radio Romanista

Bello che i club si siano fatti sentire. Come è nato tutto? dopo l'ultima decisione ci saranno altri passi da fare?

"Gli avvocati stanno predispondendo istanza di appello cautelare presso il Consiglio di Stato che andrà in discussione il 19 marzo. L'ordinanza del Tar non ci ha soddisfatto del tutto, certo è positivo che i romanisti delle province di Latina, Frosinone e Viterbo possano andare in trasferta. Rimangono due problemi: quello della chiusura del settore ospiti, che danneggia i romanisti delle altre regioni, che possono comprare il biglietto ma si trovano mischiati con i tifosi delle altre squadre e quindi non in totale sicurezza. Quello più grande è quello del divieto dei romanisti di Roma. Si è condannato senza se e senza ma, giustamente, l'episodio avvenuto. Ma definirlo un grande episodio di violenza ci ha lasciato qualche perplessità: non ci sono stati feriti e la polizia stradale passata dieci minuti dopo non ha trovato nessuno. Ci vuole una proporzionalità tra quanto accaduto e la sanzione. Sono già diverse gare che i tifosi romanisti di Roma non possono seguire la squadra. La responsabilità in Italia è individuale e poi non si capisce perché diventi collettiva, stona un po'. Non la riteniamo corretta. Il Tar ha confermato che sia una prevenzione e non punizione, a noi sembra il contrario. Basterebbe avere un servizio lungo l'autostrada per evitare questi incidenti che restano sempre da condannare".

Avete avuto qualche motivazione per questa restrizione? Un cittadino di Colleferro non può andare, uno di Anagni sì...

"Prima, nel decreto di Piantedosi, prevedeva tutta la regione. Ora il Tar ha equiparato con la provincia di Roma, così come è stato fatto fin dall'inizio per la Fiorentina con la provincia di Firenze. Noi ci appelliamo alla clemenza della Corte, non ci hanno dato tante risposte. L'udienza del merito è fissata ad ottobre, ma ad ottobre è finito da un pezzo il campionato".

C'è stata qualche tempo fa una convenzione firmata tra vari paesi, fra cui l'Italia, che tutela anche la libertà di movimento dei tifosi.

"L'hanno citata gli Avvocati Contucci e Reineri nel ricorso. È come dire il diritto a poter fare il tifoso, muoversi per esercitare il tifo".

C'è possibilità di rivolgersi anche a qualcun altro?

"Tutto complicato. Anche i costi di qualunque tipo di ricorso, i tempi per la giustizia in Italia sono quelli che sono. Come dicevo prima, l'udienza del merito è fissata al 13 ottobre 2026, si rischia che le risposte arrivino dopo che la sanzione è finita. Abbiamo pensato di tentare questo secondo grado di giudizio perché cerchiamo di cambiare le cose in qualche modo. Nel ricorso al Tar siamo stati supportati dalla Federtifosi, è un problema di tutti e non solo dei tifosi della Roma. Gli unici che non hanno presentato ricorsi sono i tifosi laziali, perché la Lazio non fa parte di niente. Speriamo nella benevolenza, anche se sapevamo già in partenza che il nostro sarebbe stato un tentativo temerario, andando contro quello che è il decreto del Ministro dell'Interno. Vogliamo difendere e tutelare i tifosi Romanisti". 

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