Non date retta ai falsi romanisti, compresi quelli che pontificano davanti a un microfono. A quelli che fanno finta di aver sostenuto la Roma perché è una squadra italiana, il ranking europeo o roba del genere. Non gli credete neppure un attimo a quei sorci che si stanno fregando le mani, invertebretati capaci di godere solo per le sfortune altrui. Solo i romanisti veri sanno, senza bisogno di false lusinghe, che questa Roma va applaudita.

Ha sfidato l'Europa con lo sguardo alto, le spalle dritte, gli attributi degli uomini veri. E fra andata e ritorno è stata scippata, sì lo gridiamo forte e chissenefrega se non riceveremo la stessa comprensione di Buffon che si è lamentato peraltro del nulla. Prima ad Anfield, poi ieri sera in novanta minuti che avremmo voluto che non finissero mai, almeno fino a quando alla Roma non fosse stato dato quello che meritava. Se ne è accorto anche il presidente Pallotta. Che, a fine partita, con il suo stile che spesso non prevede la diplomazia, ha detto chiaro e tondo quello che pensano tutti i tifosi giallorossi: «Arbitraggio inaccettabile. So che è difficile arbitrare, ma si rischiano figuracce del genere senza il Var. Il fuorigioco di Dzeko non c'era, sul tiro di El Shaarawy c'era un rigore netto. Non si può andare avanti in questo modo, si scade nel ridicolo. Complimenti al Liverpool per la finale».

Sei troppo signora Roma mia. Dovevi far sentire la tua voce già dopo la gara d'andata, per carità grande Liverpool, ma il primo gol dei Reds era viziato da un fallo su Strootman, il terzo da un evidentissimo fuorigioco di Salah, e noi che siamo proprio puzzoni, aggiungiamo che pure nel quarto c'era una posizione iniziale di off-side. Hanno completato l'opera ieri sera. La prima ciliegina, vi sorprenderemo, l'hanno messa in occasione del secondo gol del Liverpool. Van Dijk ha spostato Dzeko, a noi pare in maniera evidente. La conseguenza è stata che il bosniaco ha colpito male il pallone che è schizzato all'indietro e Wijnaldum l'ha messa dentro. La seconda ciliegina l'arbitro sloveno, con la collaborazione del guardalinee sotto la Monte Mario, l'ha confezionata fischiando un fuorigioco inesistente con Dzeko lanciato a rete che ha saltato il portiere, steso. Era calcio di rigore solare (e giallo), senza se e senza ma.

E poi il ciliegione finale, lipossinoammazzà, è stato inserito quando un tiro di El Shaarawy a tre metri dalla porta è stato parato da Alexander-Arnold. Altro rigore che stavolta doveva essere completato da un cartellino rosso. E nessuno ci venga a dire che alla Roma è stato assegnato un rigore nei minuti di recupero, perché noi siamo così puzzoni che lo ha fischiato sapendo che subito dopo avrebbe decretato la fine della partita. Uno scandalo, con tanto di presa per i fondelli.

Non crediamo serva altro. Del resto, dopo quello che era successo a Liverpool, il sospetto che i capoccioni dell'Uefa avrebbero preferito non vedere la Roma a Kiev, era legittimo. Purtroppo è stato confermato da una direzione arbitrale che ha sfiorato il ridicolo.

La sensazione di uno scippo, è stata così evidente che anche un signore come Monchi, sempre pacato ed equilibrato, a fine partita, a caldo, ha puntato il dito nei confronti delle direzioni arbitrali: «È clamoroso quello che è successo. Tra la partita d'andata e questa, la Roma ha subito una serie di decisioni arbitrali che l'hanno penalizzata. C'era un rigore clamoroso per noi, un rigore che se decretato avrebbe portato anche al cartellino rosso per il difensore del Liverpool. È il momento che il calcio italiano alzi la voce. Noi facciamo i complimenti al Liverpool, ma ci sono tante cose che dobbiamo analizzare. Ad Anfield abbiamo preso il terzo gol in fuorigioco, qui c'è mancato un rigore (per la verità sono due perché il fuorigioco di Dzeko era inesistente, ndr). Tutto questo non mi sembra normale».

Non è finita qui. Ma prima di andare avanti, saremmo grati a tutti gli operatori televisivi, di evitare paragoni con l'Andrea Agnelli del dopo Bernabeu. Lì il presidente della Juventus protestava avendo torto, quel rigore c'era e chissenefrega della sensibilità, qui la Roma è stata defraudata. E allora passiamo al resto. Perché prendendo spunto da un tweet che sosteneva, giustamente, che con il Var la finale sarebbe stata Bayern-Roma, Monchi ha detto pure altro: «Non capisco perché non ci sia il Var nella competizione più importante. A volte sbaglia, ma a livello sentimentale di tifosi e addetti ai lavori, quei momenti sono importanti. Meritavamo di più, ne sono convinto. L'anno prossimo possiamo guardare al Var perché è fondamentale nell'evitare questi errori. Non so perché l'Uefa non voglia il Var, ma chi ha scritto quel tweet ha ragione. Se avessimo avuto i rigori, magari sarebbe cambiato tutto. Ora però non voglio continuare, complimenti al Liverpool».

Noi, comprendeteci, proprio non ce la facciamo a unirci ai complimenti.