Una diaspora momentanea, per riunirsi tutti oggi nella Anfield Road Stand. I 2.500 tifosi romanisti che riempiranno il settore ospiti della casa del Liverpool si sono sparsi in tutta Europa per aggirare i prezzi altissimi dei voli diretti tra Roma e l'aeroporto di Liverpool. Chi ha passato la notte a Milano, chi ha fatto scalo in Spagna, chi in Germania. Chi è atterrato a Manchester e ha preso il treno per Liverpool, destando la preoccupazione delle autorità inglesi con fumogeni e cori. Chi è andato a Parigi o Amsterdam e da lì ha preso il pullman. Chi invece ha guidato, e guiderà per tutta la mattina di oggi, per raggiungere Calais e farsi portare dall'altra parte della Manica.

Gente di Dublino

C'è anche chi, residente all'estero, arriverà a Liverpool da qualche altra parte d'Europa. È il caso di Sergio e Davide, due membri del Roma Club Dublino, che nonostante la vicinanza in linea d'aria dovranno fare numerose ore di viaggio: «Prendiamo un aereo per l'aeroporto di East Midlands, vicino Nottingham, e da lì verremo con una macchina affittata fino ad Anfield», racconta Davide. «Volevamo prendere il diretto ma costa tantissimo, perché in Irlanda è pieno di tifosi del Liverpool. C'era anche l'opzione traghetto, ma col rischio maltempo c'è sempre la possibilità di restare a terra, quindi meglio di no. A Liverpool incontreremo gli altri i Roma Club. A Dublino siamo circa 70 e molti volevano venire, ma saremo solo due perché nessuno ha trovato biglietti, gli altri guarderanno la partita nel posto di sempre».

Il Roma Club Uk

Come loro, anche i ragazzi del Roma Club Uk, con sede a Londra. Il presidente Gianluca Corrado e il vicepresidente Matteo Ciampani spiegano così la loro sceltaa: «Abbamo preferito organizzarci come sempre nel nostro pub di Londra in segno di protesta contro il secondary ticketing e i bagarini. Non vogliamo darla vinta a quelle persone, che non osiamo definire romaniste, che hanno comprato biglietti solo per poterli vendere a prezzi esorbitanti. Perciò diciamo a tutti i tifosi che sono venuti in Inghilterra senza biglietto: venitela a vedere al Rileys Victoria di Londra, è una Curva Sud d'Oltremanica, respirerete romanismo».

L'attesa di Anfield

Anfield, intanto, aspetta. Attende silenzioso l'arrivo dei tifosi giallorossi, di cui ieri non c'era ancora traccia. Aspetta mentre lo staff del Liverpool svolge il solito rituale prepartita con la meticolosità che caratterizza l'approccio inglese al calcio: i tosaerba che fanno avanti e indietro per ore, gli steward che attaccano i pannelli dell'Uefa, fuori addirittura si spazzola la strada con acqua e sapone. Solo nel pomeriggio le quattro vie che lo costeggiano iniziano a movimentarsi un po': prima per la conferenza di Klopp, poi per quella di Di Francesco.

Hillsborough Memorial

Quando la Roma arriva, si ferma all'Hillsborough Memorial, il luogo in cui ogni tifoso del Liverpool ha lasciato un fiore per ricordare le 96 persone che nel 1989 persero la vita allo stadio di Sheffield. De Rossi posa una corona di fiori sotto lo sguardo serio del resto della squadra. Poi si entra: la Roma passa negli stretti corridoi dello stadio e sbuca in campo passando sotto il famoso cartello che toccava Steven Gerrard, e che adesso per volontà di Klopp nessuno può più toccare: "This is Anfield". Il primo a uscire in campo è Manolas, che con un colpo di testa ci ha portati qui.

"I nostri saranno là"

Seguono facce sorridenti, si scherza: «Pensavo più grande», dice qualcuno. Ci sono anche Monchi, Baldissoni e numerosi altri dirigenti. De Rossi scherza sullo stato perfetto del manto erboso: «È pieno di buche». Dzeko si abbraccia Pellegrini. Nainggolan incava le spalle ed esclama: «Ammazza che freddo!». Bruno Conti scatta foto allo stadio e si guarda intorno emozionato. Ma la cosa più bella la dice Dzeko ai compagni: «I nostri staranno là», indicando il settore ospiti. Ci ha giocato Edin ad Anfield, lo sa cosa significa. Conosce il suo rumore. Lo sa anche Kolarov, non è un caso che abbia parlato lui in conferenza stampa. Il settore ospiti aprirà i cancelli due ore e mezza prima della partita per radunare, finalmente, tutti i tifosi romanisti sparsi per l'Europa.