Ieri si è giocata Roma-Genoa, ma la partita più nominata in città è stata Roma-Liverpool. Testa al campionato si suol dire, e giustamente, ma è difficile farlo quando parte la vendita libera per la partita più importante della storia della Roma da... Fate voi. Sta di fatto che ieri alle 10 sono usciti i biglietti per Roma-Liverpool, semifinale di ritorno della Champions League, e il tutto esaurito è arrivato in sei ore, dopo una notte da romanisti passata in strada tra cori, calci al pallone, sacchi a pelo, panini e thermos di caffè. 

Sono stati 55mila i biglietti venduti, ai quali si aggiungeranno i 5mila destinati agli inglesi. I romanisti si sono messi in fila domenica sera, distribuendo bigliettini fuori dai Roma Store della città e aspettando fuori dalle ricevitorie Vivaticket abilitate all'emissione dei tagliandi su tutto il suolo italiano. I biglietti erano in vendita anche sulla piattaforma web messa a disposizione dalla società. Non tutto, però, è filato liscio.

Code, rallentamenti e disagi ai Roma Store e sul web

Anzi: i numerosi problemi tecnici riscontrati nell'emissione dei biglietti hanno allungato di molto le code e provocato un'ondata di proteste sui social network e nei negozi ufficiali, tanto da spingere la Roma e il provider Best Union ad emettere un comunicato di scuse. Se il buon giorno si vede dal mattino, ieri un segnale c'era stato: sin dalle 10, orario di inizio della vendita, si sono infatti registrati disagi. Il Roma Store di viale della Primavera alle 10.15 aveva ancora le serrande abbassate. A viale Marconi, via Arenula e via Tuscolana il segnale ai terminali è arrivato alle 11.45. Al Roma Store di Parco Da Vinci addirittura alle 14.

Una volta partita la vendita, poi, il segnale intermittente ha creato numerosi problemi e nervosismi: biglietti che si deselezionavano da soli, disattivazioni inaspettate del sistema e addirittura pagamenti effettuati per biglietti poi non emessi. Nel frattempo, online, alcuni tifosi dopo ore di attesa non riuscivano a comprare i biglietti, altri invece ci riuscivano dopo pochi minuti.

Per far fronte ai disagi, la Roma, in accordo con Vivaticket/Best Union, ha preso una decisione importante: limitare le vendite sul web e nelle ricevitorie Vivaticket «per tutelare i tifosi che già da ieri sera si erano messi in attesa fuori dai Roma Store successivamente penalizzati dai problemi tecnici», come ha poi spiegato nel comunicato. La decisione, se da un lato ha reso più fluida la vendita nei Roma Store, permettendo di smaltire le file di centinaia di persone, dall'altro ha creato problemi alle ricevitorie Vivaticket sparse in tutta Italia, dove le file erano esigue, e a Roma, dove invece erano in attesa code più folte di tifosi.

«Ci hanno bloccato alle 13, dopo 10 minuti che ci era arrivato il segnale e senza avvisarci», racconta il titolare di una ricevitoria che preferisce restare anonimo. «In tutta la giornata ho potuto fare solo 14 biglietti», continua, «per quanto mi riguarda non voglio più vendere tagliandi della Roma». Anche Best Union, come la Roma, ha chiesto scusa ai tifosi: «A causa dell'elevatissima domanda si sono verificate ripetute interruzioni nei Roma Store. Ci scusiamo con tutti i tifosi per il disagio».

Storia di una fake news

Come se non fossero bastati i problemi legati alla gestione dei biglietti, alle 13 si è aggiunta un'ulteriore complicazione. Quando la Roma ha bloccato le vendite online, infatti, quasi tutti i mezzi d'informazione hanno frettolosamente annunciato il "sold out in sole 3 ore". Nulla di più falso: la piattaforma di acquisto web, con un messaggio probabilmente ambiguo, aveva annunciato l'esaurimento dei posti disponibili online. Così, mentre i Roma Store emettevano i biglietti, la più importante agenzia di stampa italiana, le due pay-tv sportive e uno storico quotidiano sportivo romano annunciavano il tutto esaurito. Come ci ha raccontato il gestore di un Roma Store, la notizia falsa ha creato il panico tra le centinaia di persone in fila: chi ha perso le speranze e se ne è tornato a casa, chi inveiva contro il personale del negozio, chi litigava con altri tifosi. Il tutto esaurito, invece, è arrivato tre ore dopo.