La prima di una serie di partite perfette, o quasi. Per entrare nella storia e continuare a farla. A dispetto dei tanti che si erano affrettati a decretare il de profundis per Eusebio Di Francesco, che anche nei momenti più difficili ha avuto il merito di tenere sempre la barra dritta. Anche quando sentiva meno sua la Roma, incapace di fare quello che le chiedeva. O quando le acque agitate del calciomercato di gennaio sembravano far naufragare il progetto tecnico avviato la scorsa estate. Per fortuna, non è stato così. E stasera l'Olimpico potrà tornare a pulsare e sperare nell'impresa. «È una partita importantissima per tutti noi, una qualificazione fondamentale per ridare slancio alla squadra e all'ambiente», ha detto ieri in conferenza stampa Di Francesco, che sa che oggi vivrà una di quelle serate da dentro o fuori. Una di quelle serate magiche da Champions che l'Olimpico conosce bene. Perché stasera la Roma si gioca uno dei quattro risultati più alti della sua storia europea.

Qualificazioni storiche

Solo nel 1983, nel 2007 e nel 2008 i giallorossi hanno raggiunto i quarti di finale della maggiore competizione continentale, eliminando Cska Sofia, Lione e Real Madrid. Battere lo Shakhtar significa entrare nell'elite del calcio europeo. Un'impresa non facile, ma certamente alla portate dei giallorossi apparsi in ripresa nelle ultime due gare di campionato contro Napoli e Toro. I 7 gol segnati in due partite fanno ben sperare, tenuto conto che la difesa dello Shakhtar non è certo insuperabile. Come ha sottolineato il tecnico Eusebio Di Francesco serve la massima concentrazione per evitare pericolose amnesie difensive che potrebbero risultare fatali. Se dovesse raggiungere questo traguardo, Di Francesco avrebbe già fatto meglio del suo predecessore Luciano Spalletti. Un'impresa da raccontare ai nipoti, se pensiamo che la Roma è sempre stata eliminata nei quattro precedenti ad eliminazione diretta in Champions League in cui ha perso la gara di andata (in casa o in trasferta). Vincere e passare il turno significherebbe tanto, anche dal punto di vista scaramantico. Perché lo Shakhtar è una sorta di bestia nera europea. Gli ucraini hanno vinto 4 dei 5precedenti contro la Roma, e tutti in Champions League. Lo Shakthar, inoltre, non raggiunge i quarti di Champions dalla stagione 2010/2011, quando eliminarono negli ottavi di finale proprio la Roma.

Caricati dalla pausa

Gli ucraini sono in una forma smagliante, avendo sempre vinto da quando hanno ripreso a giocare dopo la pausa invernale: della 5 gare disputate tra Campionato e Coppa sono usciti sempre con i 3 punti collezionando due 5-0 (Odessa e Zirka), altrettanti 3-0 (Karpaty e Vorskla) e il 2-1 alla Roma. Ma la Roma, questa Roma, tornata ai livelli che più le competono ce la può fare. Per fare il regalo più bello al suo Presidente, che proprio oggi festeggia il 60esimo compleanno. La ciliegina sulla torta di una serata che potrebbe essere perfetta. E per l'impresa si fa ricorso anche ai numeri, quelli che danno speranza e che dicono che 12 volte su 23 le squadre che hanno perso la gara di andata fuori casa per 2-1 in partite a eliminazione diretta di Champions League hanno passato il turno. Ma vanno bene anche quelli relativi alla difesa di Coppa.

Insieme si può

La Roma ha mantenuto la porta inviolata in ognuna della ultime 3 gare casalinghe di Champions League, vincendo due di queste. Di contro, lo Shakhtar Donetsk ha perso 6 delle ultime 7 gare esterne di Champions League, vincendo l'altra contro il Feyenoord nel girone questa stagione. Arrivare tra le prime otto d'Europa sarebbe una bella impresa, che la Roma non può e non vuole compiere da sola. Perché sa che non sarebbe giusto. Vuole che anche il suo straordinario pubblico sia protagonista. Per questo, l'allenatore e i calciatori hanno chiamato a raccolta i propri tifosi. Perché solo insieme si realizzano i sogni.