Sarà la Cina. Sarà che per lui allenare lo Jiangsu è, con tutto il rispetto, una passeggiata di salute. Sarà che con il passare degli anni anche la mascella ha metabolizzato che poi non è così necessario sia sempre alta e maestosa. Sarà quello che pare a voi, sta di fatto che rispetto ai tempi in cui sedeva sulla panchina della Roma, oggi Fabio Capello non si arrabbia più se lo chiami al telefonino per una chiacchierata. Cosa che abbiamo fatto ieri, una telefonata figlia legittima del fatto che l'allenatore del nostro terzo scudetto, nei giorni scorsi, sotto il sole di Dubai, ha giocato con il suo Jiangsu contro quello Shakhtar che tra meno di due settimane ospiterà la Roma nella sfida d'andata degli ottavi di finale di Champions League. Lo ha pure battuto, ma questo non è stato sufficiente per raccontarci parole tranquillizzanti. Anzi, è successo l'esatto contrario.

Capello ci permetta la battuta: se gli ucraini li ha battuti lo Jiangsu, per una banale proprietà transitiva lo farà anche la Roma.
«La proprietà transitiva nel calcio non conta nulla. Se la Roma dovesse fare un ragionamento come il suo, sarà eliminata».

E per quale ragione?
«Sono tante le ragioni. Intanto lo Shakhtar ormai sono tanti anni che frequenta le coppe europee. Ha storia, tradizione e abitudine alla Champions. E queste sono cose che contano anche se nessuno gli dà mai peso».

E le altre ragioni?
«L'amichevole con noi ha un valore relativo, i brasiliani li hanno mandati in campo a un quarto d'ora dalla fine, hanno fatto giocare una formazione mista, dovevano giocare un'altra amichevole ventiquattro ore dopo (battuto l'Aik Solna 2-0 ndr). E poi sono nella fase di sosta del loro campionato, stanno come le nostre squadre durante la preparazione estiva. Eppure, nonostante tutto questo, mi hanno fatto un'ottima impressione».

Cosa le è piaciuto del loro modo di giocare?
«La prima cosa che mi vieni da dire è che sono una squadra tosta. Non ti regalano niente. E poi hanno qualità tecniche importanti, con il pallone tra i piedi sanno sempre quello che devono fare. È una squadra organizzata, la Roma farà bene a non commettere l'errore di sottovalutarli».

A cosa dovrà fare attenzione la squadra di Di Francesco?
«A non lasciare campo agli ucraini. Se lo fai ti puniscono. Sono micidiali nelle ripartenze, hanno la velocità per arrivare in porta con due-tre passaggi. Se la Roma gli lascerà campo la sfida diventerà ancora più difficile».

Quando parla di talento, pensa soprattutto ai loro brasiliani?
«Non solo. Anche se è chiaro che la colonia di brasiliani che hanno rappresenta tecnicamente la parte migliore della loro rosa. Del resto loro sin dai tempi in cui c'era Lucescu allenatore, hanno una tradizione importante nel trovare brasiliani giovani, comprarli, farli crescere e poi rivenderli a prezzi altissimi. Basti pensare a giocatori come Douglas Costa, Fernandinho, Willian, Luiz Adriano».

E come le sono sembrati i brasiliani che hanno ora?
«Devo dire che con noi hanno giocato soltanto la parte finale della partita, ma per Marlos, Fred, Taison e Bernard è stato un tempo sufficiente per far vedere che sono giocatori che possono fare la differenza».

Dopo averli visti, per lei la Roma rimane comunque favorita?
«Se mi avesse fatto questa domanda un paio di mesi fa, avrei risposto di sì. Però la Roma, anche se ha vinto domenica scorsa contro il Verona, è un po' di tempo che sta facendo fatica, soprattutto a fare gol. E questa è una cosa che non mi sarei mai aspettato. Ero convinto che i giallorossi quest'anno potessero essere in corsa per lo scudetto sino alla fine».

Che idea si è fatto sulle difficoltà che la Roma ha incontrato in questo ultimo periodo?
«Da lontano è impossibile dare una risposta. Affidandoci ai soli numeri, il problema mi sembra quello del gol. E se non segni o segni poco, è un po' difficile vincere le partite».

Se dovesse dare un consiglio alla Roma in vista della doppia sfida di Champions League, che cosa direbbe?
«Mi ripeto. La Roma non dovrà lasciare campo agli ucraini. Loro negli spazi sono davvero micidiali. Se la Roma riuscirà ad avere equilibrio in campo, aumenterà le sue possibilità di qualificarsi per i quarti di finale. Altrimenti sarà durissima».