Due poltrone per tre. A sei giornate dal termine del campionato. E due variabili fondamentali: una certa, quella relativa agli scontri diretti. Un'altra aleatoria, ma che a questo punto bisogna necessariamente tenere in considerazione, al netto degli scongiuri del caso: la possibilità che la Champions League venga sollevata al cielo dall'unica italiana ancora in lizza nelle coppe europee. Ovvero la Roma. Ma a Kiev si giocherà comunque a campionato già concluso da una settimana. Nel frattempo ci sono diciotto punti in palio, con le tre contendenti racchiuse nello spazio di uno soltanto. La Roma appaiata in classifica con i rivali cittadini a quota 61 (ma di fatto terza grazie al vantaggio negli scontri diretti), l'Inter subito dietro a 60. Obbligatorio puntare lo sguardo verso il calendario di tutte le squadre in lizza, per valutare possibili insidie e turni favorevoli. Quantomeno sulla carta.

Si comincia con l'infrasettimanale in programma fra oggi e domani. Aprirà proprio la squadra di Spalletti, nella gara in programma a San Siro questa sera contro il Cagliari. Se è vero che da più di cinque ore di gioco (tre partite e mezza) i nerazzurri non trovano la via del gol, è però evidente che la giornata sia favorevole a Icardi e compagni. La vittoria casalinga dei sardi con l'Udinese ha allontanato lo spettro della zona caldissima, che però incombe ancora sugli uomini di Lopez, a cinque punti di distanza. Discorso differente per il Genoa, prossimo avversario della Roma. Gli uomini di Ballardini sono ormai in quel limbo di metà classifica, che però può permettere di giocare sgombri da pesi mentali. Proprio l'ultimo incrocio con i rossoblù può insegnare qualcosa in tal senso. Il 28 maggio scorso, giorno dell'addio di Totti, quando tutti credevano a una festa annunciata anche dal punto di vista del risultato, i giallorossi hanno dovuto sudare ben oltre le previsioni per piegare un Grifone a secco di obiettivi, riuscendo nell'intento solo in pieno recupero grazie a Perotti.

Classifica alla mano, l'impegno più complesso sembra essere quello dei biancocelesti, attesi a Firenze da una squadra che ha raccolto ben venti punti nelle ultime otto partite e ora - a sole due lunghezze dal Milan - può puntare con decisione a un posto in Europa League. Un turno che in quanto a coefficiente di difficoltà degli avversari, sembra quasi la fotocopia del successivo, in programma sempre in questa settimana, nel weekend. Sarà la Roma ad aprire, nell'anticipo di Ferrara contro la Spal, ma a soli tre giorni dalla trasferta più importante degli ultimi 34 anni, in Champions con il Liverpool. All'Inter toccherà il Chievo al Bentegodi, agli uomini di Inzaghi la Sampdoria in casa. Prima di affrontare un'altra squadra a ridosso della zona europea, il Torino in trasferta, mentre la Roma riceverà il Chievo e l'Inter sarà impegnata nel big match contro una Juventus che però alla 35ª giornata potrebbe già essere scudettata, considerando che lo scontro diretto con il Napoli arriverà già nel prossimo fine settimana. In caso contrario, potrebbero essere decisivi proprio i punti in palio a San Siro.

Il 6 maggio i giallorossi saranno di scena a Cagliari, i biancocelesti ospiteranno l'Atalanta e i nerazzurri andranno a Udine. Alla penultima toccherà alla Roma affrontare la Juve in casa, mentre la squadra di Spalletti riceverà il Sassuolo e quella di Inzaghi andrà a Crotone. Il gran finale proporrà la trasferta di Di Francesco contro i suoi ex allievi neroverdi. Mentre all'Olimpico andrà in atto il vero e proprio spareggio fra le due contendenti dei giallorossi. C'è da giurare che non si proporrà una riedizione delle sfide del 2002 e del 2010. Almeno sugli spalti. Anche se quando c'è di mezzo il gemellaggio fra una delle squadre della regione e i nerazzurri milanesi tutto è possibile e nulla stupisce.

Gli scontri diretti

Ma sono proprio gli scontri diretti che potrebbero fare la differenza. Al momento la Roma ha 5 punti, frutto dei 4 guadagnati nei derby e di quello a San Siro con l'Inter. In vantaggio dunque nei confronti dei dirimpettai, ma in svantaggio rispetto a Spalletti, che però al momento nella classifica avulsa è a quota 5 con lo 0-0 dell'andata coi biancocelesti, attualmente a quota 2. Dovessero vincere l'ultima, tutte e tre arriverebbero appaiate in classifica avulsa, rimandando ogni discorso alla differenza reti. La beffa è che dei venti pali colpiti in campionato, la Roma ne ha colpiti cinque proprio con le altre due in lizza: tre con l'Inter all'andata, due nell'ultimo derby. Ma c'è sempre l'altro percorso, quello maestro che passa da Kiev e spariglierebbe ogni altro discorso. Per secoli.

Il regolamento in caso di arrivo a pari punti

Nel caso in cui la 4ª e la 5ª dovessero finire a pari punti, a decidere la qualificazione alla Champions sarebbero gli scontri diretti: la Roma è in vantaggio con la Lazio (una vittoria e un pareggio), ma non con l'Inter (una sconfitta e un pari). Nel caso in cui, invece, tutte e tre dovessero terminare a pari punti, allora interverrebbe la classifica avulsa. Al momento Roma e Inter sono a 5 punti, la Lazio a 2. I biancocelesti, però, potrebbero ancora arrivare a quota 5, soltanto battendo i nerazzurri nello scontro diretto del 20 maggio. In quel caso, infine, verrebbe presa in esame la differenza reti negli scontri diretti, se non dovesse essere sufficiente si farebbe ricorso alla differenza reti generale in campionato. Va detto, infine, che la vittoria della Champions League da parte della Roma non libererebbe un posto. Ovvero: se la Roma dovesse eliminare il Liverpool e poi trionfare a Kiev, arrivando terza o quarta in campionato non aprirebbe le porte alla quinta, che finirebbe in Europa League. La vittoria della Champions da parte della Roma garantirebbe cinque squadre in Champions soltanto nel caso in cui i giallorossi si piazzassero al quinto posto.