Di Francesco non ha paura delle sue idee. È una grande qualità. È difranceschiana per dirla con il neologismo partorito in conferenza dal tecnico abruzzese. Perché significa coraggio, assumersi le responsabilità per non dover mai abbassare lo sguardo. Chi ha detto che squadra che vince non si cambia? La risposta di Eusebio è diversa da quella che garantiscono i luoghi comuni del nostro calcio. Ha la rosa lunga, quella che non c'era nella passata stagione, la vuole sfruttare fino in fondo, al motto che è il concetto di squadra a prevalere su qualsiasi individualismo. In ogni caso, pur cambiando gli interpreti, l'obiettivo non potrà che essere continuare a vincere. Non solo perché l'avversario non è di quelli che non ti fanno dormire la notte. Ma perché questa Roma che è ancora in costruzione, ha bisogno di vittorie per convincersi sempre di più che la strada intrapresa è quella giusta.

Ne cambierà quattro stasera nella prima volta della Roma sul campo di un Benevento punito fin qui oltre misura da una classifica che dice ancora zero punti. Uno solo, dei cambi, sarà fatto perché suggerito da considerazioni fisiche. Nainggolan ha accusato un nuovo, piccolo, affaticamento muscolare. È rimasto a Roma, tornerà contro l'Udinese. Gli altri tre cambi, al contrario,saranno dettati da considerazioni sulle caratteristiche dell'avversario, abbondanza di giocatori in grado di andarein campo senza che ne risenta la qualità, vantaggi del turnover in una fase della stagione in cui si giocheranno tre partite la settimana.

Brunetto e l'Orange

Bruno Peres sarà di nuovo titolare. Florenzi appena tornato da un'assenza lunga un anno, meglio preservarlo per il prossimo futuro. Strootman sarà rilanciato in mezzo al campo. Farà coppia con Pellegrini, cioè il ragazzo romano e romanista che, dopo il Verona, qualcuno ha provato a mettere in contrapposizione con l'olandese. Appunto. Defrel riscoprirà l'effetto che fa (speriamo buono) giocare davanti a Brunetto sulla corsia destra per garantire raddoppi e ripiegamenti difensivi che il turco che c'è piaciuto, forse non è ancora pronto a fare con continuità. Perotti, poi, dovrebbe riprendersi la sua amata corsia sinistra. Ma soprattutto ci sarà il debutto ufficiale del francese Gonalons. L'uomo arrivato da Lione per poter consentire a Daniele De Rossi, ogni tanto, di rifiatare in una stagione in cui anche il ct Ventura non è intenzionato a fare mai a meno del biondo di Ostia. Ci sarebbe lo spazio anche per poter pensare che potrebbe esserci una novità pure al centro della difesa. Uno tra Manolas, Fazio e Juan Jesus rimarrà in panchina. Al fianco di Moreno che in questo momento sembra essere il quarto dei centrali. Su cinque, bisogna aggiungere. Perché la Roma ha confermato quello che si diceva da un po' di giorni, cioè il prolungamento contrattuale di Castan.

La Roma, in ogni caso, farà bene a non fidarsi troppo. Queste sono le classiche partite in cui hai tutto da perdere e niente da guadagnare. Dovrà giocare con la stessa aggressività di sabato scorso, puntando a rendere facile quello che, prima, sembra esserlo. L'approccio sarà fondamentale. I giallorossi dovranno subito mettere le cose in chiaro, evitando di alimentare le speranze, peraltro legittime, di un Benevento che Marco Baroni ha preparato come fosse l'ultima spiaggia. Non lo è, ma gli assomiglia parecchio. Soprattutto per Baroni.