La reazione che non ti aspetti. Ovvero quella che non c'è stata. Dopo l'uno-due subito dalle torinesi, la Roma fallisce la prima occasione per il riscatto. Complice la Var, ancora una volta non segna più di un gol e viene punita nel finale. Niente botti di fine anno, solo amaro post abbuffate.

ALISSON 6.5
Una manciata di minuti e Politano gli scalda le mani. Che il vento sia cambiato, lo testimonia il numero di interventi che è costretto a fare: più di zero sarebbe già una novità rispetto alle ultime uscite casalinghe; ma nel primo tempo è costretto a tuffarsi tre volte. Nella ripresa torna a essere inoperoso, fin quando Missiroli non lo buca.

FLORENZI 6,5
Nel primo quarto d'ora "l'evoluzione terzina" sembra impossessarsi di lui. Perfetto in chiusura e nelle diagonali, lacunoso negli stop e nelle proverbiali sortite offensive. Cresce con il passare dei minuti, fino a diventare uno dei più attivi.

MANOLAS 6,5
Resiste mezza partita, fin quando una contusione al ginocchio non lo mette ko. In marcatura è irreprensibile, in costruzione sa che è sempre meglio appoggiarsi al compagno di reparto. Poi dà forfait.

FAZIO 6
Il Comandante sembra degradato a tenente da qualche settimana. Imposta sempre il gioco, ma è meno sicuro del solito in fase difensiva. Nell'assalto finale è lui a catapultarsi in avanti più volte. Se la difesa è meno granitica rispetto a come aveva abituato, è anche per il calo di Federico.

KOLAROV 6
Tira il gruppo da inizio stagione senza pause: una flessione è fisiologica. La spinta sulla sinistra è a corrente alternata e qualche cross di troppo fuori misura. Ma la palla gol per El Shaarawy ristabilisce verso la media la sua incidenza.

PELLEGRINI 6,5
Di Francesco lo schiera titolare e lui non tradisce la fiducia. Spina costante nel fianco del Sassuolo, trova anche il gol dell'ex. In interdizione come negli inserimenti, è sempre presente.

DE ROSSI 6
Comincia con un tunnel ai danni di Ragusa, quando gli avversari si chiudono prova a scardinarli con qualche lancio in profondità non sfruttato dai compagni. Missiroli gli assesta una manata in piena area su un corner, ma lui non fa sceneggiate e l'episodio passa inosservato: nemesi (in)compiuta. Nel finale è meno lucido quando ha la palla buona per il tiro in piena area e inspiegabilmente cerca l'assist.

SCHICK 5
A mettersi in evidenza e farsi perdonare l'errore di Torino ci prova, ma dà più spesso la sensazione di voler strafare che di fare. Di Francesco lo sottrae a una gara da comprimario a inizio ripresa e l'Olimpico lo saluta con molto più affetto dei tifosi da social. La speranza è che il sostegno faccia anche da sprone.

DZEKO 6,5
Assist vincente per Pellegrini; bordata di sinistro sotto l'incrocio; assist per il gol di Florenzi. Senza Var, sarebbe stata una prestazione super. Invece entra in tutti gli episodi chiave del match, risultando di fatto decisivo soltanto in uno. Nostalgia da calcio antico.

PEROTTI 6
Salta sempre l'uomo, a volte più di uno, poi si perde. Nell'attacco asfittico dell'ultimo periodo, nemmeno lui riesce a sbloccarsi. E a sbloccarlo.

JESUS 5
Due occasioni per il Sassuolo nella ripresa. Sua la responsabilità sul gol, suo lo smarrimento di Ragusa che per poco non va in porta.

EL SHAARAWY 6
40 minuti, due occasioni. Meglio dei compagni di reparto.

ÜNDER s.v.
10 minuti più recupero per lui.

IL MIGLIORE – NAINGGOLAN 7
La prima ora di gioco è all'insegna del Ninja. Non solo per la Roma, ma per tutti i presenti allo stadio, pubblico e avversari compresi. A un certo punto ti aspetti che sbuchi sugli spalti, tanto la sua presenza è onnipervasiva. Se non arriva con la corsa, lo fa con le scivolate, che prolunga ben oltre lo slittamento sull'erba. Dove non sembra proprio possibile arrivare, lui riesce a farlo con quegli arpioni al posto delle gambe. E se è in possesso di palla, riesce a danzarci sopra senza mai dare la sensazione di eleganza fine a se stessa. Le sue veroniche sono percussioni, i suoi dribbling incedere da caterpillar. Poi si ricorda di essere soltanto un umano (sia pure "troppo umano") e cala. Ma quel poco che basta a far sentire i comuni mortali appartenenti alla stessa categoria.