«Riportare la Virtus in Serie A è più importante che riportarla in Eurolega». Piero Bucchi ha ragione. Infatti portarla in Serie A2 è stato più grave di qualsiasi altra sconfitta. Vale la pena ricordarlo anche oggi, a 40 minuti dalla fine di un incubo che è durato fin troppo e che non deve ripetersi mai più. La Virtus oggi contro Legnano si gioca un passato recente da cancellare, un presente in cui prendersi ciò che ci si è meritato sul campo, nonostante alcune battute d'arresto inattese, un futuro tutto da scrivere. Ciò che accadrà oggi contro Legnano, per la quale il risultato non conta nulla, dipenderà dalla squadra.

Si comincia alle 20.30, dal punto di vista tecnico c'è poco da dire. La Virtus è più forte e più motivata, deve vincere e basta. Ciò che accadrà fuori incuriosisce molto. Non è la prima volta che le stagioni finiscono con punti interrogativi per il futuro, ma stavolta sono un po' diversi. Intanto perché partono da lontano. Lo scorso 7 giugno, quasi un anno fa, fu annunciato un piano d'impresa «i cui dettagli saranno ufficializzati a breve». Non sono mai stati ufficializzati. L'ingresso di Beconsulting ha fatto compiere passi da gigante alla società in fatto di comunicazione e marketing.

Dopo l'autoretrocessione, si è imparato a fare autopromozione. Beconsulting farà passi avanti o passi indietro? Aniello Longobardi, proprietario di Scafati, è pronto a entrare e, se sì, che livello è in grado di garantire in Serie A? La Leonis, sponsor di Eurobasket, è veramente interessata alla Virtus dopo aver trattato a lungo con Torino? Una cosa è certa: non si può più dire che non c'è nessuno interessato alla Virtus. Ma oltre all'interesse "per" la Virtus, è ancora più importante l'interesse "della" Virtus. Cioè di un patrimonio unico di sentimenti e di simbolo della Roma sportiva che merita di godersi oggi una vera e propria Pasqua di resurrezione e poi un'estate tranquilla.