Perfetta, meravigliosa, travolgente: questa Virtus Roma merita di andarsene in serie A1. Lo merita perché è la più forte. Lo ha dimostrato ancora una volta, contro Scafati, davanti a tremila persone: la Givova è scesa in campo per giocarsi la sua gara, ma in partita è rimasta solo per un quarto, finché la Virtus non ha deciso di fare la Virtus. Per festeggiare la serie A1, però, manca ancora una vittoria, sabato prossimo a Legnano nell'ultima di campionato, perché anche Capo d'Orlando ha fatto il proprio dovere, sbancando Latina al termine di una gara che ha sempre condotto ma con brivido finale, quando il suo vantaggio a pochi istanti dalla sirena si era ridotto a +1.

La cronaca

Quando al PalaEur, Roma e Scafati si contendono la palla a due (sono le 19.15), al PalaBianchini Capo d'Orlando è avanti di 10 punti su Latina (63-73). La Virtus lo sa, è consapevole che con poco più di un ultimo quarto da giocare in terra pontina, i siciliani difficilmente potrebbero farsi recuperare dai nerazzurri della Benacquista: un motivo in più per battere Scafati e presentarsi a Legnano col match ball a disposizione.
Il primo punto della gara è del gialloblù Romeo, che segna soltanto uno dei due tiri liberi a favore, per Roma arrivano cinque punti consecutivi di Landi, nel mezzo quattro della Givova ( 5-5). L'equilibrio nel punteggio dura fino al 10-9, poi Roma inizia ad allungare le distanze: Moore la porta sul 13-9, Sims (da due) e Sandri (con una tripla) sul 18-12, Santiangeli sul 20-13.

È Tavernati, che dalla distanza non sbaglia quasi mai, a tenere in vita Scafati (20-16). Roma incassa, poi mette a segno il break lungo, quello che le permette di mettersi la Givova parecchio dietro: le bombe di Sandri e Santiangeli la portano sul 26-16 a 1' e 50'' dalla fine del primo quarto. Il time out chiesto da Lardo non porta eccessivi benefici a Scafati, che fatica a tenere testa ai giallorossi: i primi 10' si chiudono 29-19 (due + uno di Sims).
Quando inizia il secondo quarto, a Latina Capo d'Orlando è avanti di sette (81-88) con poco meno di tre minuti da giocare nell'ultima frazione. Roma non ci pensa perché la cosa che conta è vincere. Vincere e basta. I primi canestri di Baldasso e Chessa, dopo quello di Santiangeli, fanno segnare sul tabellone il 31-25. Roma decide che è il momento di allungare nella maniera decisiva per andare al riposo tranquilla, mentre a Latina Capo d'Orlando compie il proprio dovere vincendo di tre (96-99). Ancora Baldasso e Chessa a segno: 37-29. Il + 10 arriva con Alibegovic (39-29) che concede il bis per il 41-29. Roma ha in mano la gara, non la molla, e va al riposo a +13, 49-36.

Il vero capolavoro i giallorossi lo compiono nel terzo quarto, quando affondano Scafati sotto una valanga di canestri, chiudendo al 30' con un 73-45 che si commenta da solo: +28 a 10' dalla sirena, con 11 punti di un Moore in versione spaziale. Non è da meno Sims che infiamma i tremila virtussini sugli spalti arrampicandosi sul canestro, dondolando sul ferro e schiacciando in faccia a Goodwin. L'ultimo quarto diventa una formalità nonostante Roma in questa stagione più di una volta abbia dilapidato vantaggi cospicui: stavolta non è così, è troppo importante la posta in palio per non portarsi a casa due pesantissimi punti. Al 40' è 91-64. Un scarto netto, che ci sta tutto. Adesso per compiere il passo decisivo servirà vincere sabato pomeriggio a Legnano. Poi sarà serie A1.

«Abbiamo approcciato alla partita con il giusto atteggiamento ricevendo una buona risposta da parte di tutti, per l'intera gara - ha commentato il coach giallorosso, Bucchi - abbiamo ottenuto due punti fondamentali, in attesa di sabato prossimo. Dovremo entrare in campo determinati e concentrati come fatto contro Scafati perché la posta in palio è altissima».