Un altro elemento fondante del calcio che piace a Pirlo è di non fissarsi su un sistema di gioco. A modo suo, il neotecnico ha fatto vedere con la Samp che cosa intendeva. In fase di possesso (con la costruzione rigorosamente dal basso, con tanti saluti alle derisorie dichiarazioni di qualche anno fa di Chiellini sul tema...) la Juve si dispone con tre registi (Danilo e Chiellini molto larghi, con Bonucci centrale), con due intermedi come Rabiot e Ramsey (rigenerati sotto il profilo atletico/dinamico, e anche questo sembra un passo avanti rispetto ai giocatori spenti visti in certe fasi della scorsa stagione con Sarri), un play (l'intraprendente americano McKennie, pescato nello Schalke 04), due ali (domenica erano Cuadrado e il giovane romano Frabotta, ex Savio) e due attaccanti mobili, Cristiano Ronaldo e il neoacquisto Kulusevski. Tutti si muovono in funzione della costruzione tattica di quel momento. Quando poi la palla passa agli avversari, allora la Juventus di Pirlo ricompone due linee di difesa di quattro uomini, con Frabotta che si abbassava a riformare il reparto più arretrato (con Danilo terzino destro e Bonucci e Chiellini centrali), Ramsey pronto ad aprirsi come quarto di centrocampo, e Rabiot e McKennie intermedi. 3-2-3-2 in possesso e 4-4-2 in non possesso. 

I punti deboli? Pochi 

Alla squadra dominante vista contro la combattiva Sampdoria di Ranieri (che nella prima metà del secondo tempo ha avuto anche le sue buone occasioni per rientrare in partita) mancavano un centravanti (chiunque esso sia), Arthur, Dybala, Bentancur (entrato nel finale). Significa che il parco tecnico a disposizione di Pirlo è talmente elevato che difficilmente si intravedono punti deboli, considerando anche la bella struttura tattica costruita intorno, una sorta di giusto mezzo tra l'efficacia difensiva di Allegri e l'esuberanza offensiva di Sarri. Forse ad Agnelli e Paratici in questo senso davvero riuscirà il colpaccio di avere finalmente una squadra fortissima tecnicamente e moderna tatticamente. Ma è ancora presto per dirlo, e per Pirlo... Se fossimo negli analisti di Fonseca che devono studiare questa squadra per affrontarla domenica sera punteremmo qualcosa sul disturbo in pressione su McKennie e sulle combinazioni veloci nella parte centrale della trequarti, perché se presi in velocità i difensori juventini qualcosa possono concedere. Ma indubbiamente ci sarà bisogno di una prova di grande livello. Un altro bell'esame per Fonseca.