Alle due sfide che possono far decollare o decisamente peggiorare la sua stagione sportiva, la Roma di Fonseca si approccia dal punto di vista tattico con la ricchezza delle diverse soluzioni individuate dal tecnico per far fronte alle varie emergenze che ha dovuto affrontare. Se è vero che un uomo intelligente di necessità sa fare virtù - fu così per Spalletti, ad esempio, che inventò la sua Roma più bella con Totti falso nove e Perrotta trequartista dovendo rimediare a una improvvisa mancanza di attaccanti - Fonseca dalle ultime crisi tecniche ha saputo tirar fuori dal cilindro sempre qualche soluzione: cominciò con Kolarov esterno offensivo e ha finito con Spinazzola ritemprato dopo il gran rifiuto interista, passando dal Mancini centrocampista al Cristante difensore, dal 4231 al 3511, da Ünder e Perotti similmediani a Pellegrini trequartista e mezzo destra, da Mkhitaryan esterno dentro al campo a Kluivert estremo opposto.

1 - L'errore qui lo commette Santon, alzando un'inutile pressione su Barreca (quinto di centrocampo del Genoa) che non sta ricevendo il pallone (ma Santon presume di sì) e quindi non ha alcuna necessità di essere "accorciato"

Così sia pur in un momento spaventoso per la carenza di alternative, tutto sommato la squadra che andrà in campo intanto domani sera a giocarsi le semifinali di Coppa Italia sarà diversa probabilmente per quattro undicesimi rispetto a quella di Genova, stanti i probabili rientri dal primo minuto dei due squalificati Florenzi e Kolarov, di Cristante e di Kalinic, tenuti a riposo a Marassi. Semmai il guaio sarà presentare una formazione al meglio nel derby, con appena tre giorni di tempo (avendo solo Dzeko a riposo allo stadium).

Si resterà sul 4231

Quanto al sistema di gioco è assai probabile che quello di Parma e della difesa a tre resti un esperimento isolato, utilizzato solo in una gara particolare in cui Fonseca aveva la necessità di attaccare molto senza concedere troppo alle ripartenze avversarie. A Torino non si preannuncia una partita di questo tipo. E se si prende a modello la sfida di campionato, c'è di che ben sperare: quella sera solo due errori individuali hanno consentito alla Juventus di prendersi un vantaggio che ha gestito poi, con molte difficoltà, fino al novantesimo. Ma dal punto di vista tattico la Roma è apparsa più brillante degli avversari. Certo, poi c'è il fattore campo e basta vedere il desolante vuoto alla casella "punti rimediati allo stadium" per capirlo. Per far risultato, dunque, occorrerà unire alle abilità tecniche e all'applicazione tattica anche quel carico di attenzioni specifiche che possono far la differenza in uno scontro di questo tipo. E magari un po' di fortuna.

2 - Infatti Goldaniga servirà Sturaro proprio nello spazio che il romanista lascerà libero: così l'ex juventino, duettando con Pandev, guadagna una traccia interna che lo porterà a scaricare su Cossato che servirà di prima Pandev in profo

Quanto conta la testa

E in questo senso anche la gara di Genova è stata significativa perché la differenza di valori in campo che s'è vista tra il primo tempo (con la Roma padrona del campo) e il secondo (col Genoa assai pericoloso e in più occasioni vicino al pareggio) l'ha fatta solo l'atteggiamento dei giocatori, innanzitutto psicologico. Il gol rimediato all'ultimo secondo del primo tempo, dopo aver raddoppiato all'ultimo minuto, è stata una mazzata sulle certezze di una squadra che infatti aveva abbassato la soglia dell'attenzione per trenta secondi (appena dopo il gol provocato da Spinazzola) cullata dalla confortante idea di andare all'intervallo sul doppio vantaggio.

3 - Pandev sfrutta l'invito a perfezione, rimandando il pallone in area di prima proprio per Sturaro

Nelle grafiche raccontiamo quanto possa costare anche una singola applicazione errata di un principio tattico. Ma è indubbio che dopo l'intervallo l'intera squadra di casa sia apparsa trasformata e molti tra i romanisti abbiano decisamente abbassato il livello della loro interpretazione. Alcuni a gioco lungo hanno forse accusato la stanchezza per via del loro scarso impiego recente (Spinazzola, Santon, Kluivert, Ünder), ma il calo è stato generale. Il possesso palla è calato dal 65% del primo tempo al 47 del secondo, il baricentro si è abbassato di quasi dieci metri (da 57 a 47) proprio mentre quello del Genoa risaliva di due (da 35 a 37), la precisione dei passaggi è scesa dall'88 al 76%, i lanci lunghi sono raddoppiati mentre l'intensità del pressing del Genoa è di molto aumentata (nel primo tempo concedevano addirittura 32 passaggi ad ogni azione difensiva romanista, nel secondo solo 9).

4 - Sull'intervento in tuffo di Lopez, la palla s'impenna giusta per Ghiglione che di testa, a porta libera, grazia il portiere ridandogli il pallone

È vero pure che dopo il gol di Dzeko (intorno alla mezz'ora) la partita ha vissuto una nuova fase in cui il gioco si è riequilibrato e dunque il periodo della maggior pericolosità rossoblù è durato solo una ventina di minuti (dal 10' del secondo tempo fino al gol del bosniaco). In ogni caso il successo della Roma è legittimato dall'andamento della gara, condotta praticamente sempre in vantaggio e con numeri chiaramente concordi (basta leggere l'elenco accanto).

5 - Qui ha un peso anche l'interpretazione del momento: il Genoa batte la rimessa dopo il gol del 2-0 della Roma a 44'20" e quindi a 40 secondi dall'intervallo, la gestione difensiva deve tenerne conto: invece sullo scarico di Schöne su Romero, i difensori accorciano sin troppo lo spazio, di fatto "invitando" i due attaccanti genoani a provarci

Le occasioni da gol

C'è poi da dire che a volte i numeri possono anche essere ingannevoli. Nelle statistiche della Lega, per esempio, alla voce occasioni da gol il Genoa avrebbe maturato un vantaggio di 7 a 5. Anche a rivedere la partita, ovviamente escludendo dall'elenco i gol, noi ricordiamo due grandi occasioni per il Genoa (Ghiglione al 35' e Pandev al 96') e due per la Roma (entrambe di Dzeko). Contando i gol, l'elenco salirebbe a 5 per la Roma, e 3 per il Genoa. Con altri episodi se ne possono considerare altre due a testa. Come si è arrivati a quel 7 a 5 è difficili a dirsi.

6 - Quando il danese riceve nuovamente il pallone e alza gli occhi, si accorge che Pandev è più avanti di Santon (salito forse troppo, cerchietto rosso) mentre Mancini tiene Sanabria e Smalling ha preso campo indietro per prudenza, tenendo in gioco tutti (cerchietti bianchi)

Vedendo allora la scomposizione degli expected goal di Opta, solo l'occasione di Ghiglione descritta nelle grafiche assume carattere di vera occasione da gol, con il valore di 0,63 (considerando che un rigore vale 0,75). Ma quella finale di Pandev si ferma a 0,12. Le due di Dzeko (testa al 15' e piatto destro al 63') hanno un valore rispettivamente di 0,47 e 0,20. Quella di Goldaniga (colpo di testa levato dal sette da Pau Lopez) ha un valore basso, 0,09, perché da lì è complicato segnare, e il difensore era stato bravo a inarcarsi e a spedire la palla con una strana parabola verso l'incrocio dei pali, esaltando i riflessi del portiere spagnolo. Alla fine infatti il totale degli xg è stato di 1,02 (Genoa) a 1,46 (Roma). Altro che 7 occasioni a 5...

7 - Così l'ex Ajax lancia lungo e forte ovviamente in direzione di Pandev, Santon ormai ha perso lo sprint in partenza

Kluivert e Ünder

In attesa del rientro di qualche infortunato e dell'arrivo di qualche rinforzo di mercato sono i due giovani esterni forse un po' sottovalutati i compagni di attacco di Dzeko (o Kalinic). È vero che a Genova sono un po' calati alla distanza, ma il loro contributo è stato importantissimo quanto a strappi, scatti e tempi di inserimento. Con un paio di chicche tutte da gustare: la palla servita dal turco a Diawara in sovrapposizione al 20', il tacco dell'olandese ad aprire il campo a Pellegrini al 32'. Giocate non banali. Se troveranno continuità in campo (e nella formazione di partenza) sapranno farsi apprezzare di più.

8 - Quando il macedone arriva in area Lopez tenta l'uscita disperata ampliando il volume del suo corpo, inutilmente: il colpo è perfetto, il Genoa fa l'1-2