Così come la tripla vittoria con Milan, Udinese e Napoli aveva scacciato i fantasmi della pareggite e degli arbitri disattenti rilanciando le ambizioni della Roma, così la doppia sconfitta sull'asse Moenchengladbach-Parma la ricaccia indietro nelle due classifiche e semina nuovi dubbi tra i tifosi giallorossi proprio mentre la stagione si prende un'altra lunga pausa.

Quel che ci proponiamo in questa rubrica è cercare di capire se il problema della squadra di Fonseca di oggi sia solo la stanchezza o se ci sia stata anche una leggera involuzione dal punto di vista tecnico tattico rispetto ai progressi palesati nelle ultime settimane. E forse possiamo arrivare a stabilire che la questione psico-fisica in questo momento sia decisiva nel doppio rovescio sofferto nelle ultime due gare.

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Basti vedere i dati che hanno a che fare con le rilevazioni dinamiche delle performances delle due squadre. Secondo i numeri forniti dalla Lega di Serie A, ben quattro giocatori del Parma hanno percorso un maggior numero di metri rispetto al migliore della Roma (Gianluca Mancini, oltre 11 km e mezzo): si tratta di Cornelius con 11,9 km, Hernani 12, Kucka 12,07 e superman Kulusevski, sicuramente il migliore in campo della serata, arrivato fino 12,878 km. E in assoluto, i giocatori del Parma hanno corso per 5 chilometri in più: 114,64 contro 109,61. E la velocità media è stata di 6,9 km/h contro 6,6. Dunque hanno corso più veloce e molto di più.

E già questo spiega il risultato. Ma ci sono anche altri dati che possono fornire indizi piuttosto significativi: i giocatori del Parma hanno intercettato addirittura 62 palloni avversari, quelli della Roma appena 28. E anche in questo caso, dunque, o loro sono stati più veloci a piazzarsi sulle linee di passaggio (per la migliore brillantezza atletica) o i giocatori della Roma sono stati più approssimativi nella loro costruzione del gioco. E questo conferma anche la mancanza di lucidità specifica.

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Che gioiello Kulusevski

Spicca tra tutte proprio la performance di Dejan Kulusevski, talento un po' grezzo mandato dall'Atalanta in Emilia proprio per acquisire esperienza e domenica grande protagonista della gara del Tardini. Alla quindicesima presenza nel massimo campionato, questo gioiello del 2000 di nazionalità svedese, oltre a correre più di tutti a dispetto di un fisico potente e massiccio, ha tirato verso la porta due volte (una nello specchio), ha giocato 51 palloni, ha chiuso l'87% delle sue giocate e soprattutto ha recuperato 20 palloni, ben 4 in più del migliore della Roma, il difensore centrale Fazio.

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E nel finale del secondo tempo, quando è cresciuta la pressione offensiva della Roma, ha saputo dare riferimenti offensivi alla sua squadra tenendo ogni pallone e servendo sempre lucidamente i suoi compagni. Un giocatore da tener d'occhio. Nella Roma, tanto per avere un termine di paragone, tra i migliori in campo c'è stato sicuramente Justin Kluivert che ha giocato lo stesso numero di palloni, ma con una percentuale di riuscita di passaggi decisamente inferiore (76%) e, soprattutto, limitandosi a 9 recuperi. Per curiosità, il giocatore che ha recuperato più palloni in assoluto non è stato un difensore, ma Cornelius con 25 (e suo è anche il più alto numero delle occasioni da rete costruite, ben 5).

4 - L'occasione più nitida della partita per la Roma, con il doppio tentativo di Kolarov su punizione e di Pastore sulla ribattuta. A volte il destino di una partita si decide per un dettaglio: un paio di centimetri più in qua per il tiro, una posizione di partenza in gioco o meno (in questo caso era in gioco) di chi vuole sfruttare l'eventuale ribattuta, la posizione del portiere sul secondo tiro1 Sulla conclusione di forza e precisione del terzino, notare, al momento dell'impatto col pallone, la posizione di partenza di Pastore (circoletto bianco) e di Gagliolo (circoletto rosso) che lo tiene in gioco2 Il pallone, nel circoletto giallo, colpisce il palo appena sotto l'incrocio, Pastore si avventa sul pallone 3 Il tiro di Pastore è forte e preciso, ma Sepe si trova, quasi casualmente, esattamente nel punto d'arrivo del pallone, proprio nella zona sotto l'incrocio dei pali 4 Così il portiere con un gesto quasi d'istinto riesce a deviare la palla sopra la traversa

I giallorossi sono invece quelli che hanno giocato più palloni: capofila Mancini con 66, poi Smalling, Kolarov, Veretout e Fazio. Nessun parmigiano tra i primi cinque, ma il dato si spiega con il possesso di palla quasi esclusivamente detenuto dalla Roma (oltre 32 minuti con il pallone tra i piedi romanisti, neanche 20 tra i piedi dei padroni di casa). Tra le grandi difficoltà della Roma domenica anche quella di avvicinarsi all'area avversaria: la distanza media di tiro è stata altissima stavolta (23,3 metri, un record) e appena 14 dei 108 possessi sono stati portati fin dentro l'area piccola avversaria. Non per caso, il dato degli Expected Goal parla chiaro: il Parma ha costruito potenziali 1,64 gol, la Roma 0,85. La vittoria, quindi, è meritata. Infine 9 contropiede sono stati concessi al Parma: la Roma quest'anno non ne aveva mai presi così tanti.

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Muscoli o cervello?

C'è poi la questione legata alla stanchezza muscolare e alla relativa lucidità mentale, cui abbiamo fatto cenno all'inizio. In questo senso alcuni atteggiamenti a guardia abbassata capitati nelle ultime due partite sono piuttosto evidenti. Avevamo analizzato sul giornale di sabato la maldestra difesa nell'ultima azione della partita di Europa League in Germania, che è costata la sconfitta e molte chances di qualificazione. Ma se si va a vedere nel dettaglio il gol preso da Sprocati non si va molto lontani. E ancora una volta è il cambio di fronte di gioco a denudare i difetti di scaglionamento della squadra di Fonseca.

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Anche a Parma c'è prima un cross dalla fascia destra di Kucka respinto a fatica da Pau Lopez (in un groviglio di uomini con Santon, Smalling e Cornelius), poi Hernani riprende la respinta del portiere e sposta il gioco sulla sinistra, verso Gagliolo, mentre in mezzo Fazio fatica a ritrovare la sua posizione tra la necessità di "salire" dopo il rinvio di Lopez e poi di "scalare" dopo il nuovo spostamento di fronte d'attacco, e con Fazio fatica anche Kolarov: così quando il terzino del Parma pesca in area Sprocati, Smalling e Fazio sono fuorigioco perché erano andati a chiudere la linea di passaggio verso Cornelius lasciando vuoto lo spazio posteriore, dove infatti l'ex laziale è riuscito a controllare il pallone e a deviarlo in giravolta di sinistro in porta.

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Quante reti nella ripresa

Salgono così a 14 i gol presi dalla Roma nel secondo tempo tra campionato e Europa League, su un totale di 18. Una percentuale troppo sbilanciata per credere che sia solo un caso. Nel primo tempo alla Roma hanno segnato solo 3 squadre, su 16: due volte il Genoa alla prima giornata, il Cagliari con Joao Pedro e il Borussia grazie allo sciagurato autogol di Fazio. Quanto ai gol fatti, la Roma li ha distribuiti in maniera più equa: su 26, 14 nei primi tempi, 12 nei secondi. E tanto per aggiungere altri numeri, quello di Kolarov a Parma è stato il 7° palo stagionale, mentre con il nuovo risentimento per Spinazzola gli infortuni sono saliti a 17, e la stagione agonistica è cominciata da appena 78 giorni: in pratica uno ogni 4 giorni e mezzo. Più di quante partite sono state giocate. Un bel record, in assoluta concordanza con la scorsa stagione.

8 - Un esempio di quanto il tecnico del Parma D'Aversa abbia studiato la Roma e qualche sua debolezza emerge dal primo calcio d'angolo tirato dal Parma, al 16' del primo tempo5 Sapendo che la Roma marca a zona integrale e non tiene un uomo fisso a presidio del limite dell'area, D'Aversa ha schierato due giocatori soli dentro l'area e ne ha portati quattro a spostarsi insieme verso il dischetto per "liberare" la zona di battuta: Gervinho, il terminale dello schema, resta lontano 6 Al momento del tiro, i quattro giocatori (più uno) distraggono i tre difendenti romanisti puntando l'area 7Lo schema prevede evidentemente anche una finta di Gagliolo che va incontro al pallone, mentre la zona alle sue spalle è ormai sgombra di giocatori 8 Il terzino del Parma lascia passare la palla e Gervinho arriva all'impatto da buonissima posizione tirando forte di piatto, per dare un indirizzo più preciso alla traiettoria: ma la palla finirà alta