Nel doppio confronto con gli olandesi del Vitesse e la trasferta di Udine la Roma ha raggiunto il massimo magari non con il minimo sforzo, visto che le prove sono state tutte faticose e tirate fino all'ultimo secondo, ma con il minimo impegno tattico. Sono state infatti tre partite mal giocate della Roma che ha però raggiunto in un caso l'obiettivo della qualificazione e nell'altro quello di pareggiare una partita che pareva persa. Non andrà sempre così, evidentemente. Né si può pensare di aggiustare sempre le cose dopo il 90°, evento capitato già sei volte quest'anno. E se non ti chiami Juventus, ti porti sempre dietro la preoccupazione che prima o poi il destino ti chieda indietro qualcosa con gli interessi. Ciò che ci interessa però maggiormente in questa sede è capire perché la Roma non riesca a produrre calcio di qualità nonostante lo abbia fatto per esempio nelle altre due partite precedenti a questo trittico, con lo Spezia e l'Atalanta, in un caso dominando, nell'altro giocando meglio e poi gestendo con disinvoltura. E trovando due vittorie fondamentali ancorché di misura. Mourinho si gode la sua lunga serie positiva, otto partite di campionato e due di coppa. Ma l'imminenza della sfida con la Lazio porta anche ad altre considerazioni. E le vogliamo condividere con i nostri lettori.

Domanda numero uno

Mourinho insisterà con il 3412 anche con la Lazio? Risposta: sì. Al netto dell'eventuale indisposizione dell'influenzato Pellegrini, ci sembra scontato sin d'ora lo schieramento che il portoghese sceglierà per affrontare la Lazio: davanti a Rui Patricio la difesa sarà composta da Mancini, Smalling e Ibañez, sulle fasce giocheranno Karsdorp ed El Shaarawy, con qualche possibilità anche per Zalewski. In mezzo toccherà alla coppia Cristante e Mkhitaryan, con Pellegrini che andrà a cercarsi la posizione migliore per servire Zaniolo ed Abraham (altrimenti toccherà a Veretout più che a Oliveira). Saranno dunque quattro i cambi antistress che Mou si giocherà nel derby, sette i reduci i coppa, salvo ovviamente sorprese che in qualche misura potrebbero riguardare Zaniolo, entrato ultimamente in un cono d'ombra di prestazioni anonime e appesantito da un atteggiamento poco sereno che l'altra sera ha mostrato per esempio anche lasciando immediatamente il campo per gli spogliatoi subito dopo la sostituzione. Sul sistema di gioco, però, nessun dubbio: ormai la Roma sente di aver trovato un equilibrio in questo modo anche se le più recenti prestazioni non sono state decisamente brillanti.

Mourinho con Karsdorp in allenamento (As Roma via Getty Images)

Domanda numero due

Come andrà affrontata la Lazio? Risposta: Mourinho può sorprendere attaccando. Quando sono state annunciate le formazioni per la sfida di coppa, un po' di sorpresa aveva destato la scelta piuttosto conservativa sui giocatori di fascia. A logica si poteva ipotizzare uno schieramento più allegro con gli olandesi e magari più cauto con la Lazio, giovedì con l'obiettivo magari di raggiungere presto il vantaggio che avrebbe quasi garantito il passaggio del turno, e valutando per domenica quanto i biancocelesti soffrano le ripartenze quando si aprono in palleggio assecondando i desideri di Sarri. Ma il rendimento di Maitland-Niles e Viña con gli olandesi è stato insufficiente e pensare di riproporre uno dei due nel derby sembra al momento esercizio complicato. Dunque Mou potrebbe avere in animo di riproporre un attaccante a tutta fascia a sinistra proprio per costringere Sarri a preoccuparsi sul proprio fronte destro di difesa. E quindi El Shaarawy, tra i migliori l'altra sera e autore dello spunto da cui è nato il gol del pareggio, o Zalewski, un trequartista prestato alla fascia. Questo potrebbe obbligare la Lazio a difendersi in maniera asimmetrica per dare un filo di preoccupazione in più a Sarri, da sempre abituato a difendere in maniera perfettamente centrata. Semmai c'è da dire che è stato indubbiamente un vantaggio specifico per il tecnico toscano quello di poter preparare la partita per tutta la settimana senza perdere le energie che la Roma ha dovuto dedicare alla sfida di coppa.

Domanda numero tre

Può la Roma ritrovare all'improvviso la sua brillantezza? Risposta: le motivazioni del derby possono tutto. Ciò che è mancato alla Roma dell'ultimo periodo è la velocità delle sue giocate a partire dal giro palla dei difensori passando per i palleggi di centrocampisti trequartisti e finendo con le manovre assai statiche e prive di sbocchi dei due attaccanti. Forse la Roma è davvero semplicemente stanca e questo non sembra certo il miglior viatico per poter affrontare la Lazio. I numeri della sfida con il Vitesse, potete leggerli qui a fianco, parlano chiaro. A preoccupare maggiormente è ancora una volta il dato della scarsa mira: su 16 tiri totali appena due hanno inquadrato lo specchio della porta, e uno dei due è il gol decisivo di Abraham al 90°. Le tante, troppe conclusioni sparate in curva ad esempio testimoniano, più di una scarsa qualità, la ridotta serenità psicologica con cui la squadra sta affrontando questo periodo. Quanto al gioco, non è certo un mistero che quest'anno la Roma stia pericolosamente latitando sotto questo punto di vista. Più volte da queste colonne abbiamo sperato in un miglioramento che non c'è stato ancora e che speravamo potesse coincidere con il ritorno di quasi tutti i giocatori della rosa a disposizione dell'allenatore. Mou ne fa un chiodo fisso: per lui è più importante avere tanti giocatori forti in panchina rispetto al fatto di poterne schierare tanti dall'inizio. Le sue scelte sui titolari sono spesso poco comprensibili e molte volte lui stesso è costretto ad aggiustare la squadra dopo aver preso atto delle difficoltà della parte iniziale. Nel prevedibile stallo tattico del primo tempo giovedì, avrebbe per esempio potuto puntare dall'inizio anche su altri giocatori, per giocarsi semmai tutto nel secondo tempo senza stressare particolarmente i big che saranno fondamentali nel derby e che non sembrano nel loro periodo migliore di forma. Come si fa dunque a pensare di ritrovare la brillantezza proprio domenica contro la Lazio, squadra in forma, riposata e in costante miglioramento? Qui dovranno entrare in gioco altri fattori: la straordinaria dose di carburante che deriva dalla motivazione del derby e la capacità dei giocatori più importanti di assumersi le necessarie responsabilità. Queste sono le partite della Roma, queste sono le partite di Mourinho.