Sempre così, Soulé!
Oggi si torna in campo. Contro il Cagliari, con cui fece il suo esordio, in campionato con la maglia della ROMA. E sempre contro quei luoghi comuni che, nei suoi confronti, non sono mai stati, nella migliore delle ipotesi, generosi
(GETTY IMAGES)
Lo abbiamo imparato sulla nostra pelle: la prima opinione che un insegnante si fa di un alunno è quella che poi, probabilmente, conserverà nel resto del suo percorso scolastico. Vale nel bene e nel male, naturalmente. Poi si cresce ma, certe volte, anche al lavoro la questione non cambia. Pure, o forse soprattutto, se questo lavoro lo fai davanti a centinaia di migliaia di occhi tra stadio e televisione perché, come se fosse un’influenza, certi luoghi comuni e tormentoni contagiano quello accanto.
Prendete Matias Soulé. Quello che, questa estate, veniva raccontato come un peso, un fardello da portarci dietro o, meglio ancora, da vendere – anzi: da ammollare – a qualsiasi squadra si presentasse con trenta milioni. O con venticinque. Venti e due figure. Pur di togliercelo perché “Tanto a Gasperini non piace” e, allora, “Ce lo porto a cavacecio” al Milan, al Palermo o alla Giana Erminio in serie C. Poi la stagione, grazie al cielo, è iniziata. E l’argentino, partita dopo partita, si è preso e si sta prendendo la scena: basterebbe la rete contro l’Atalanta, e l’esultanza che si è portata dietro, o la prestazione contro il Real Madrid – due assist, corsa, forza fisica e dribbling mai fini a sé stessi – per intenderci. Ma c’è stato il Napoli, poi: con quel gol a giro che ha riaperto la partita.
Lui che, l’anno prima, pur di sopperire alle prolungate assenze di Dybala aveva scelto di continuare a giocare con la pubalgia, facendola divampare, pur di non far mancare il suo apporto. Che c’è sempre stato: nelle prime due stagioni, tra gol e assist, è andato in doppia cifra ma la sensazione è che in questa, di stagione, ci sia stato un vero e proprio salto di qualità non solo sul piano del rendimento ma, anche, a livello fisico. E se, maledizione, anche quest’anno Dybala e Pellegrini sono torturati dai consueti guai fisici e Mora, a oggi, non è ancora riuscito a incidere è proprio Soulé ad assicurare a Malen un compagno di reparto su cui fare affidamento.
E oggi si torna in campo. Contro il Cagliari, con cui fece il suo esordio, in campionato con la maglia della ROMA. E sempre contro quei luoghi comuni che, nei suoi confronti, non sono mai stati, nella migliore delle ipotesi, generosi. Chi se ne frega, Matias!
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