Per la Roma

VAR: Vai A Recitare

Scene come quelle di Inter-Juve, godiamocele. Poi si apra il dibattito, ma ci finiscano anche i calciatori, come Saelemaekers o Vergara, che poi te lo dicono proprio che non aspettavano altro che di essere sfiorati

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Danilo Per la Roma
19 Febbraio 2026 - 07:00

A voler cercare il positivo lo si può rintracciare in ogni situazione. Prendete, per esempio, la questione legata al secondo cartellino giallo sventolato in faccia a Kalulu: lo so, ha innescato dinamiche di una noia infernale. Ma so anche che, da Romanista, vedere i bianconeri mettersi così in ridicolo non può che farmi felice: per un giallo poi, mica per una finale d’Europa League o uno scudetto.

Gli altri, i nerazzurri, non sono andati tanto meglio: prima, durante e dopo. Perciò scene del genere godiamocele con i popcorn in mano, sempre che ve ne siano avanzati dopo le pirotecniche giocate di Bailey. Visto? Di aspetto positivo ve ne ho già trovato uno. Un altro, e siamo a due, è che tutto quello che sfiorano le squadre del nord diventa immediatamente dibattito e, mai come adesso, sul mondo arbitrale – e gli arzigogolati meccanismi di un regolamento perennemente in divenire – il dibattito va aperto. Ma senza confonderci però. Perché sotto l’occhio di bue, e perciò anche del ciclone, devono finirci pure i calciatori. Proprio così: quel monitor a bordocampo non ha fatto altro che trasformarli da atleti ad attori e chi recita meglio... vince un premio: un rigore, una punizione, un’ammonizione per l’avversario.

VAR: Vai A Recitare. E poi urla, urla più forte. Stramazzando al suolo come Saelemaekers. O come Vergara. Che poi vanno in televisione e te lo dicono proprio che non aspettavano altro che di essere sfiorati: viva la faccia. No: perdi la faccia. Gigioneggiando se quelle scene – anzi, quelle sceneggiate – vengono fatte contro un avversario che conta poco perché tanto non accadrà nulla. Casomai, da amico, evita di recitare contro quelli con le strisce verticali addosso perché in quel caso, manco a dirlo, apriti cielo.
Perciò sì... discutiamo gli arbitri, soprattutto quelli chiusi dentro quella stanzetta piena di televisori.

Ma sul banco degli imputati ricordiamoci di mettere anche i giocatori: quelli che si lamentano quando sono incudine, quelli che poi, però, quando sono martello vengono a dirci che hanno vinto grazie a “Una prova di carattere”. Quelli che, se gli concedono un calcio di rigore, devono andare a proteggere il dischetto perché altrimenti, quando vanno a calciare, forse – il dischetto- nemmeno ce lo ritrovano più.
Se non ci fosse da piangere... verrebbe da ridere.

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