L'Alfabeto di Roma-Lazio: scortesie per gli ospiti
Da Volk a Pellegrini, passando per Da Costa, Delvecchio e Totti: i padroni siamo noi. Anche perché - come ha ricordato la Sud - il nostro nome è il simbolo della loro eterna sconfitta
ANTI-LAZIO
A - Un ideale, una fede, un dovere morale: Gianluca Mancini, dopo aver deciso con un suo gol il derby del 6 aprile 2024, lo indossa persino sulle spalle, a mo’ di mantello: un moderno Superman dell’antilazialità.
B, SERIE
B - Loro l’hanno bazzicata spesso, soprattutto durante gli Anni 80, mentre noi dominavamo in Italia e non solo. In totale undici (più una) stagioni nel campionato cadetto per loro, che difesero con le unghie e con i denti la categoria nel 1987, vincendo uno spareggio per non scendere in C contro il Campobasso.
CASSETTI
C - Uno degli eroi per caso giallorossi nella storia della stracittadina: il 6 dicembre 2009 una sua zampata nei minuti finali ci regala la vittoria per 1-0, dando il via alla rimonta della squadra di Ranieri e inguaiando sempre di più quegli altri nei bassifondi della classifica.
DICIANNOVE
D - Il numero che certifica (semmai ce ne fosse bisogno), la nostra supremazia: nei 186 precedenti ufficiali, sono 70 le nostre vittorie, a fronte delle 51 degli altri (65 i pareggi).
EROE
E - Astutillo Malgioglio, chi se non lui? Idolo della tifoseria giallorossa ben al di là della sua breve militanza in giallorosso, l’ex portiere ha calpestato (letteralmente) la maglia biancoceleste, rifiutandosi di indossarla di nuovo, dopo il vergognoso affronto subìto dai tifosi laziali, che gli riservarono uno striscione - quello sì - veramente mostruoso.
«FIGLI DI ROMA, CAPITANI...»
F - «...e bandiere: questo è il mio vanto che non potrai mai avere». È lo striscione che accompagna la celebre coreografia dell’11 gennaio 2015: quella che ribadisce la differenza tra noi e loro. A chi Rocca, Losi, Di Bartolomei, Conti, Totti e De Rossi, a chi banderuole che hanno indossato otto o dieci maglie diverse, tra cui la loro.
GOLEADA
G - La vittoria più larga nella storia del derby è la nostra: il 1° novembre 1933 la Roma polverizza quegli altri con un 5-0 deciso dalla tripletta di Tomasi e dalla doppietta di Bernardini.
HORROR
H - «L’incubo peggiore è svejasse laziali», recita un saggissimo striscione romanista in occasione del derby del 18 novembre 2017. Per la cronaca, sul campo vinciamo noi 2-1 grazie ai gol di Perotti su rigore e Nainggolan.
INFERIORITÀ
I - Certificata dai numeri e non solo, la nostra superiorità è da sempre fonte di estremo rodimento per gli altri. Che si videro battuti fin dalla prima sfida della storia (8 dicembre 1929, 1-0 firmato Volk).
LEGGENDARI
L - Il 18 aprile 2010, in vetta alla classifica, andiamo sotto nel primo tempo nel derby: all’intervallo Ranieri toglie Totti e De Rossi e mette dentro Menez e Taddei. Julio Sergio para un rigore a Floccari, quindi si accende Mirko Vucinic che fa doppietta e ci regala la vittoria. A fine gara, Totti festeggia sotto la Sud mostrando i pollici versi.
MAPOU
M - L’uomo che decide il derby-Champions del 25 maggio 2015, svettando di testa e firmando il 2-1 all’85’: Yanga-Mbiwa merita di diritto un posto nel pantheon giallorosso (e anti-laziale).
‘NVIDIOSI
N - Il 26 febbraio 1984, con gli altri in lotta per rimanere in A e noi tra le migliori otto d’Europa, la Sud regala uno striscione che entra nella storia: «Ciao... ‘nvidiosi», con tanto di mano che saluta. Loro vanno sul 2-0, ma vengono raggiunti dai gol di Di Bartolomei e Cerezo.
OSPITI (SGRADITI)
O - «A Roma siete ospiti», scrive la Curva Sud nel derby del 26 marzo 2000. A ridosso del fischio d’inizio, la bellissima coreografia vede al centro l’acronimo SPQR, corredato dalla scritta: «Nome, colori, tradizione... Roma resta giallorossa!».
PAOLONEGROGÒ
P - Il nostro cavallo di Troia, la nostra arma segreta, l’uomo che - pur indossando la loro casacca - ha avuto un ruolo da protagonista per scucire loro lo Scudetto dal petto. Paolonegrogò: sei sillabe che sono poesia, dolci ricordi di rimpalli, vittorie e sogni tricolori.
QUINDICI MAGGIO
Q - Nel 1983, mentre la Roma festeggia all’Olimpico lo Scudetto conquistato una settimana prima, mentre la città è in tripudio e al Circo Massimo ci si prepara per il concerto, a Milano quegli altri sono impegnati nella 34esima giornata di Serie B, nella quale rimediano un sonoro 5-1 dal Milan. A ciascuno il suo.
ROMA
R - «Il mio nome è il simbolo della tua eterna sconfitta», ricorda la Sud nel derby del 22 settembre 2013. Vinciamo 2-0 grazie ai gol di Balzaretti e Ljajic, rimettendo la chiesa al centro del villaggio.
SORPASSO
S - Con un gol di Pierino Prati, il 23 marzo 1975 vinciamo il terzo derby stagionale (uno anche in Coppa Italia) e li scavalchiamo al terzo posto, che conserveremo fino al termine della stagione.
«TI AMO»
T - Il 23 ottobre 1983 siamo campioni d’Italia in carica, loro neopromossi. Quando le due squadre entrano in campo, in Sud viene srotolato uno striscione con 5 lettere su fondo bianco. Non c’è bisogno di aggiungere altro, perché tutto è stato già detto.
ULTIMA
U - L’incrocio più recente risale a inizio stagione: il 21 settembre scorso il successo per 1-0 è arrivato grazie al quarto gol di Lorenzo Pellegrini nella stracittadina.
VOLARE
V - L’Aeroplanino Vincenzo Montella decolla quattro volte il 10 marzo 2002, nel successo per 5-1 coronato dal cucchiaio di Totti: una manifestazione di superiorità talmente netta da risultare quasi imbarazzante.
ZERO A DUE
Z - Senza Totti, il 26 febbraio 2006 la Roma festeggia le undici vittorie consecutive battendo 2-0 quegli altri. E sotto la Sud si fa festa sulle note di Seven nation army.
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