Tra Roma e Helsinki ci sono quasi tremila chilometri di distanza, ma per Juha non sono un problema. Lui è il fondatore del Roma Club Finlandia e a Helsinki ci vive, e lui è più romanista di tanti nati all'interno del Raccordo Anulare. Viene a vedere la Roma, «Negli ultimi 5 anni almeno 100 volte tra Olimpico e trasferte» ci ha confessato nell'intervista.

Un finlandese romanista. Come nasce la tua passione?
«Sin dagli Anni 70 seguo il calcio italiano, poi in un viaggio a Roma nel 1983 mi sono innamorato della città, dei colori e dell'atmosfera. Poi è arrivato Totti».

Il tuo tifo è nato dal numero 10?
«Sì. Mi ricordo di averlo visto al Trofeo Città di Roma del 1997. Ero lì per vedere Litmanen, il più forte giocatore finlandese di sempre, e si parlava di uno scambio con Totti all'Ajax. Dopo il torneo Sensi ha voluto tenerlo e io ho cominciato a seguirlo e lo posso confermare: Totti è più forte di Litmanen! Lui è il più grande calciatore italiano di sempre, un giocatore eterno della città eterna. È stato bellissimo seguire la sua carriera».

Da Totti alla Roma quindi.
«Sì, nel 2002 sono stato allo Stadio Olimpico per la prima volta. Era un Roma-Reggina ed è stato indimenticabile. Da quel momento ho iniziato a venire molto spesso e a farmi tanti amici anche allo stadio».

E com'è essere un giallorosso a Helsinki?
«Sono un po' speciale. In Finlandia le squadre più seguite sono quelle inglesi. Io però non voglio tifare perché una squadra vince, ma per il sentimento, per i colori. La Roma per me è come una grande famiglia, è una cosa veramente importante. Sono molto orgoglioso di essere romanista».

Hai anche fondato il Roma Club.
«Sì, è iniziato tutto nel 2008. A oggi non abbiamo una sede nostra però siamo quasi 150 persone e ci riuniamo per vedere le partite insieme. Ci sono tanti finlandesi e anche qualche italiano che è lì per lavoro».

Segui spesso la squadra, all'Olimpico e in trasferta?
«Dalla prima volta non mi sono più fermato. Ho visto tantissime partite, con ricordi belli e brutti ma sempre emozioni indimenticabili. Io mi organizzo il lavoro per essere libero e venire a Roma per seguire la mia squadra».

La partita che ricordi con più piacere?
«Un Bologna-Roma con gol di Dzeko all'ultimo minuto e anche Roma-Barça. Poi ero anche all'ultima di Totti e De Rossi. Roma-Lecce è stata la mia ventesima partita allo stadio in questa stagione. Poi ho tante abitudini...».

Quali?
«Alloggio sempre nello stesso posto, faccio colazione nel bar di un mio amico. Lui è laziale, ma è anche una brava persona (ride ndr). Il giorno della partita mangio sempre la pasta all'arrabbiata. Insomma, sono scaramantico».

Il tuo giocatore preferito?
«A parte Totti e De Rossi, che mi mancano tantissimo, ho amato Taddei. Era sempre a disposizione e non mollava mai».

Hai mai avuto modo di incontrare i calciatori?
«Sì. Io ho l'abitudine di comprare ogni anno la maglia del capitano e di farmela autografare. L'ho fatto con Totti, con De Rossi e con Florenzi nelle passate stagioni. Dopo la gara col Lecce ho incontrato anche Dzeko, mi ha fatto l'autografo e io gli ho regalato la sciarpa del nostro club».

Della Roma di oggi cosa pensi?
«Mi piacciono tanto Zaniolo e Pellegrini. Fonseca mi ha convinto fino a dicembre, ora spero in una riscossa. Noi romanisti siamo abituati agli alti e bassi, credo sia nel nostro dna. Io quando guardo le partite sono ottimista. Credo alla Champions anche se so che sarà difficile. In Europa League possiamo passare, se avessimo incontrato il Gent a dicembre avremmo vinto tre o quattro a zero».