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Roma Club Mosca Vecchie Maniere: una Vodka sul cuor

Parla Daniele, il vicepresidente: «Essere romanisti qui è veramente difficile, ti senti solo ma ci saremo sempre»

PUBBLICATO DA Stefano Romita
15 Dicembre 2017 - 08:53

Per pochissimi giorni non siamo riusciti a far uscire questa chiacchierata con il Roma Club Mosca "Vecchie Maniere" in occasione del suo anniversario di nascita, l' 8/12/2014. Un club particolare in quanto è parte attiva nel coordinamento con gli altri Roma Club europei in una sorta di mutua assistenza nelle trasferte. Oggi il volo, se programmato in tempo, è alla portata o quasi di tutte le tasche. La permanenza nelle grandi metropoli invece no. Quella fa una grande differenza nella possibilità di seguire la squadra. Avere in loco chi ti ospita e pensa a te è vitale. Una splendida iniziativa. Una cosa bellissima di amicizia e romanità.

Storia Vecchie Maniere Mosca

«Era una fredda sera in cui in un incontro casuale tra i 9 futuri soci fondatori, scoprimmo - racconta il vicepresidente Daniele Gori - la fede di tutti quanti e si decise di unire le nostre forze e tifare Roma tutti insieme»! La sera stessa della "costituzione" ci sarebbe stata la vittoria di una grande Roma! Lorenzo Castrogiovanni (presidente) Daniele Pascale (avvocato) Fausto Betti, Daniele Gori (vice presidente) Francesco Capinera (tesoriere) Vladimir Gavrilov ed altri amici che quella sera non erano presenti, costituiranno nei seguenti mesi lo zoccolo duro del club. Che ha un fine: coinvolgere italiani e russi romanisti che risiedono a Mosca ad essere punto di riferimento per quei tifosi che risiedono a migliaia di km da Mosca. Guardate..non lo credevamo neanche noi ma abbiamo visto, con grande sorpresa,che non sono affatto pochi»

A Mosca il "Vecchie Maniere" conta su una trentina di soci a cui si aggiungono svariati simpatizzanti che si uniscono semplicemente per vedere le partite. «La sede storica del club è stata per quasi tre anni un pub nel centro di Mosca, location comoda per chiunque fosse anche solo di passaggio a Mosca, ma da due mesi abbiamo deciso di trasferirci in un posto un poì piu italiano, una pizzeria di amici, Al "33 Bar&Bottega", un po' decentrata ma in un' atmosfera più italiana. Di storie da raccontare ne abbiamo tante, ognuno la sua, posso - prosegue il vicepresidente del club Gori - raccontarvi la mia: sono cresciuto in curva, avevo 12 anni e fino ai 27, sono stato sempre presente sia all'Olimpico che nelle trasferte in Italia e all'estero. Cosa che anche qui da Mosca talvolta riesco ancora a fare! Trasferito da Roma a Milano, ho continuato a seguire la Roma e partecipare al vecchio gruppo del Roma Club Milano. Ma poi arrivato a Mosca il trauma di non poter vedere la Roma da vicino è stato forte. Ed è stato allora che abbiamo iniziato a sentirci con i vari Roma Club europei creando un network che coinvolgesse tutti i tifosi all' estero. Grazie anche ai romanisti di Amsterdam, con i quali siamo particolarmente amici dopo le diverse trasferte condivise: Francia, Spagna, Inghilterra».

- Siete mai riusciti, chiedo, a incontrare i nostri giocatori? - «L' unica occasione fu la sfortunata trasferta contro il Cska che fu giocata a porte chiuse per gli incidenti dell' andata. In quel caso abbiamo cercato di organizzare un benvenuto per la squadra all'albergo dove risiedevano. Eravamo, più di 100...e costituimmo un po' di calore in quella fredda trasferta. Sai, tifare Roma, non è mai facile. Farlo all'estero ancor meno, perché ti senti comunque in disparte, ti senti lontano da tutto e tutti».

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