"Qualcuno ha visto la partita ieri sera? 3-0, niente male vero? Forza Roma". È l'11 aprile e la Roma ha appena compiuto la più grande impresa della sua storia, ma non siamo a Testaccio. E' Frans Timmermans che parla, il vicepresidente della Commissione Europea, e lo fa al termine di una conferenza nel cuore di Bruxelles.

Proprio nel quartiere europeo della capitale belga, a pochi passi dal Parlamento dell'Unione, c'è il Public House 12, un locale "pubblico, ma non per tutti". E' infatti il luogo di ritrovo del Roma Club Bruxelles, dove il presidente Stefano ogni settimana chiama a raccolta gli iscritti per guardare insieme le partite della Roma. Il rito è sempre lo stesso: Stefano arriva due o tre ore prima al pub, ordina la sua Westmalle e prende posto nei tavoli delle prime file; quando ormai il locale è pieno, a 10 minuti dal calcio d'inizio Alex il barista preme play e "Roma Roma Roma" riecheggia per tutto il locale: la partita può cominciare.

Per tutti i romanisti a Bruxelles il Roma club è un'istituzione. "Non è solo un ritrovo per la partita ma una vera e propria famiglia giallorossa" dice il segretario generale Marco. "Si è creata una comunità romanista dove si discute e soprattutto si tifa: insieme sentiamo meno la distanza con Roma e con la Roma, è un modo per sentirci piu vicini a una passione che ci accomuna", continua Marco, che è membro dal 2015. Il club è nato però nel 2004 (si chiamava Roma Club Gigi Mayer), e a fine stagione gli iscritti festeggeranno il 15° compleanno del gruppo: non possono svelare ancora niente, ma ci hanno anticipato che organizzeranno un evento che coinvolgerà uno dei simboli principali di Bruxelles, per ribadire il forte legame del club con la città.

Una famiglia unita e in continua crescita, una tradizione che si tramanda di generazione in generazione tra i tifosi romanisti residenti in Belgio. Un modo per vivere insieme una passione, "per rendere meno amare le sconfitte e amplificare le gioie" e per condividere l'amore di una vita.