Non si cercano colpevoli, ma soluzioni. Sottoscriviamo. Nel senso più pieno del concetto. Perché ieri, nella consueta conferenza stampa della vigilia di una partita, il tecnico lo ha detto a proposito delle questioni legate all'epidemia di legamenti crociati che da qualche anno ha colpito i giocatori della Roma, ma può valere, anzi deve valere, anche per quello che riguarda il campo. Soluzioni, dunque. Ne esiste soltanto una garantita: vincere. Tutto il resto sono chiacchiere. Solo così,vincendo, il tecnico può garantirsi e garantire alla squadra, quella serenità necessaria per continuare a tracciare il nuovo percorso intrapreso solo da pochi mesi. Un percorso che tutto è meno che completato. C'è bisogno di crescere, anche se la base è stata messa e sembra abbia fondamenta solide. Cioè la tenuta difensiva. In pochi, anzi nessuno, avrebbero scommesso su una Roma in testa alla classifica dei gol subiti. Semmai si pensava il contrario. La cessione di Rudiger e l'addio a Szczęsny avevano dato fiato alle trombe di quelli a cui basta poco, spesso pure niente, per sputare su questa società.

Di Francesco e i suoi giocatori li hanno smentiti.E parliamo di giocatori perché quando gli allenatori sostengono che si difenda in undici, dicono una sacrosanta verità. È un concetto che questa Roma sembra aver metabolizzato bene e in fretta, mettendo le fondamenta per la costruzione di una squadra in grado di arrivare al traguardo finale.Cioè vincere. Per farlo, c'è la necessità, diciamo pure l'obbligo, di affrontare una tappa per volta. Stasera sarà il turno del Bologna, secondo incontro casalingo consecutivo in campionato, prima dell'appuntamento con il Chelsea, ancora all'Olimpico. Ecco, contro la squadra di Donadoni, la prima soluzione da rispettare sarà quella di non pensare ai campioni d'Inghilterra, perché farlo vorrebbe dire andare incontro a qualche brutta sorpresa. Il primo a farlo, e non abbiamo dubbi che sarà così,sarà Di Francesco.

Questo, peraltro, non gli impedirà di presentarci contro il Bologna l'ennesima Roma diversa. Ma non è una questione di infortuni o squalifiche, è proprio una scelta. Avere la certezza degli undici che stasera andranno in campo, a parte Alisson e Kolarov, sarebbe un esercizio di presunzione, ma non crediamo di sbagliare, sostenendo che pure stavolta ci saranno dai cinque ai sette giocatori diversi rispetto a quelli che abbiamo visto in campo contro il Crotone. È turnover, avendo come obiettivo quello di garantire freschezza alla rosa per poter puntare ad averla comunque al top anche a febbraio e marzo quando, cioè, si decideranno le sorti della stagione. Ma per non andare incontro a mugugni variegati, l'unica soluzione è vincere. Appunto.