Tempo di voci. E non soltanto voci di mercato oppure legate al nome del possibile (probabile?) prossimo allenatore della Roma. Voci su tutto il mondo Roma, in realtà. Con una caratteristica in comune: molte (troppe) arrivano dal di dentro. E, allora, non resta che capire una cosa: chi ha interesse a farle uscire da Trigoria? So perfettamente che il potere logora chi non ce l'ha; e che, per questo, uno sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa pur di accaparrarsene un pezzetto. Però, tutto ha un limite. Dovrebbe avere un limite. Un consiglio, intanto: non puntate – sempre e comunque - sul bersaglio più facile e/o più comodo. Quello più visibile. Se mai, usate il cervello a trecentosessanta gradi. Analizzate le situazioni, non solo quelle a livello di prima squadra, e ragionateci sopra.

Da qualche giorno, ad esempio, leggo da più parti che Alberto De Rossi (contratto in scadenza a fine giugno) dalla prossima stagione potrebbe non essere più l'allenatore della Primavera. La formula della novità sarebbe sempre la più comoda, la meno dirompente: promoveatur ut amoveatur. Ecco perché mi chiedo: è lui che vuole lasciare la panchina o è la Roma che vuole sollevarlo dall'incarico? A giudicare dalle indiscrezioni riportate da più media, sarebbe De Rossi, un'eccellenza della Roma da circa 20 anni, a voler cambiare mestiere.

Ma è realmente così? Io faccio una fatica enorme, e per un milione di motivi, a pensare che lui voglia mollare la panchina della Primavera. Perché più che un allenatore è un insegnante di calcio, perché il suo mondo è sempre stato, e probabilmente sempre sarà, quello del settore giovanile. E poi perché ci sono i numeri (leggi giocatori lanciati) che lo dovrebbero porre al riparo da qualsiasi tentazione societaria. Uno così non lo toglieresti mai dal suo posto, a patto che non sia lui stesso a chiedere la rimozione. Uno così te lo tieni ben stretto e continui a fargli fare l'educatore di calcio.

Il messaggio che sta mediaticamente passando negli ultimi giorni, invece, non va verso questa direzione. Al punto che, grazie ad alcune voci da dentro, sono già cominciati a circolare i nomi di possibili (probabili?) nuovi allenatori della seconda squadra della Roma. Tutto illogicamente logico.