Esistono luoghi, sensazioni, colori e persone che portano inevitabilmente un carico di ricordi. Il filo che lega la Roma e il Torino, primo avversario stagionale degli uomini di Di Francesco in questa Serie A, è solido e affonda le sue radici nel tempo. Incroci del destino, o del caso, a seconda di come la si pensi. Furono i granata a contenderci il tricolore nel 1941/42, quando per la prima volta ci laureammo Campioni d'Italia. Loro si preparavano a diventare "la squadra che tremare il mondo fa", ma in quella stagione non ci fu trippa per gatti: troppo grande la fame di vittorie di Masetti, Amadei e compagni; troppo grande l'amore di un popolo per fermarlo. Il Toro ci provò fino alla fine, ma fu costretto ad arrendersi il 14 giugno, quando battemmo 2-0 il Modena e conquistammo lo Scudetto.

Le Coppe Italia

Il filo che ci lega ai granata passa per la prima Coppa Italia della nostra storia: la doppia finale del 1964 è una sorta di antipasto alle due consecutive degli Anni 80, ma è soprattutto il secondo trofeo nell'arco di tre stagioni dopo la Coppa delle Fiere. Dopo lo 0-0 maturato in 120' all'Olimpico il 6 settembre, si rigioca il 1° novembre al Comunale. Un gol di Nicolè a 5' dalla fine ci permette di battere gli uomini di Rocco, che in campo schiera due grandi campioni come Giorgio Ferrini e Gigi Meroni.
Il confronto si ripeterà per due volte di fila, nel 1980 e nel 1981: un 17 maggio e un 17 giugno, entrambi finiti ai rigori, con Tancredi che ipnotizza in entrambe le circostanze Pecci e Graziani. È la Roma che da poco è passata nelle mani di Dino Viola, quella del lupetto di Gratton, di Bruno Conti e Agostino Di Bartolomei, di Pruzzo e Ancelotti. Ma è anche la Roma di Maggiora e De Nadai, di Santarini e di Rocca. Di lì a tre mesi diventerà anche quella di Paulo Roberto Falcão. Sarà proprio il Divino a calciare il rigore decisivo il 17 giugno di un anno dopo, a Torino, per la seconda vittoria in Coppa Italia di fila.

Roma Campione

Roma-Torino è il 15 maggio 1983. L'Olimpico stracolmo da ore, quando le due squadre entrano in campo e un boato accoglie gli uomini di Liedholm, che una settimana prima hanno conquistato il secondo Scudetto dopo un'attesa lunga 41 anni. Roma-Torino è il tricolore floreale che il capitano granata Dossena regala ad Agostino prima del fischio d'inizio e il vaso di fiori lanciato dallo stesso Ago ai tifosi durante il giro di campo. Un vaso intero, quasi che i fiori da soli non bastassero. Roma-Torino è quella luce speciale nel cielo della Capitale, che rende ancor più gialle e più rosse quelle bandiere giallorosse. Proprio loro ci avevano dato una mano, il 27 marzo, quando in 3 minuti e 40 secondi avevano ribaltato (da 0-2 a 3-2) la Juventus nel derby della Mole più famoso. Perché contro il Toro tutto ha avuto inizio e in un certo senso tutto trova il suo compimento.

Totti e il Toro

Anche qui, un legame particolare: da quel gol splendido con il tocco di suola quando ci consegnarono la Coppa del terzo Scudetto all'ultimo sigillo in Serie A della sua straordinaria carriera, Francesco Totti ha vissuto emozioni speciali contro i piemontesi. Come la sua ultima doppietta, arrivata in due minuti e mezzo: perdevamo, e lui ci guidò alla vittoria in extremis. Perché con i granata non è mai una partita come le altre.