Dicevano che Dzeko era un pippone .Dicevano che non era decisivo. Dicevano (Spalletti soprattutto) che non era cattivo. Dicevano che nelle partite che contavano scompariva. Dicevano che non era un leader. Dicevano che segnava soltanto i gol facili. Dicevano che sarebbe stato meglio non acquistarlo. Dicevano che una volta acquistato sarebbe stato meglio venderlo. Dicevano che non ci vedeva. Dicevano che bisognava fischiarlo. Dicevano, dicevano, dicevano. Ecco,dicevano un mare di stronzate. Concedetecela la volgarità dopo una vittoria così, un nuovo trionfo nella San Siro rossonera. Ora quei signori che dicevano, dovrebbero alzarsi in piedi e chiedergli scusa. Il gigante di Sarajevo li sta ammazzando tutti, partita dopo partita, gol dopo gol, grande prestazione dopo grande prestazione. Come quella di ieri contro il Milan. Bonucci e Romagnoli ridicolizzati, alla faccia di un arbitro che ci stava capendo poco. E lui si era innervosito, quello che non è cattivo. Beccandosi un cartellino giallo perché il signor Banti aveva gradito poco la reazione di Edin nel momento in cui non gli aveva fischiato un fallo a favore. Ha urlato, gesticolato, urlato ancora. Bene, in quel momento, abbiamo capito che sarebbe stata ancora la sua notte. Non che prima di quell'episodio avesse giocato male. Anzi, era stato uno dei migliori giallorossi, sempre dentro la partita, capace di mettere corpo e idee a disposizione della sua Roma.

IL COLPO DEL CAMPIONE -  I giallorossi stavano soffrendo in quel momento.Il Milan ci stava credendo sempre di più. C'era bisogno del colpo di un campione per cambiare l'inerzia della partita. E allora è entrato in scena Edincredibile. Una percussione di Pellegrini (questo ragazzo ogni volta che va in campo convince sempre di più), un pallone in verticale per il bosniaco. Dzeko non aspettava altro. Ha protetto il pallone con quel corpaccione che per spostarlo ci vuole un lottatore di wrestling. Si è girato con il pallone tra i piedi. Uno sguardo alla porta. I difensori del Milan ad arrancare per provare a chiudere. Poi il tiro a rientrare di destro, una leggera deviazione di Romagnoli (una goduria pure questa) e quel pallone si è andato a infilare proprio nell'angolino dove il gigante aveva pensato di metterlo, i tanti centimetri e i cento milioni (presunti di cartellino) di Donnarumma non hanno potuto far altro che andare a raccogliere il pallone in fondo alla rete. Ma il gigante non era soddisfatto. Voleva che la sua rivincita fosse completa. E allora si è Infilato gli scarpini di Totti che in tribuna godeva, un tocco di straordinaria qualità per Nainggolan, la cresta che è andata verso la porta, ha tirato una gran botta, Donnarumma ha potuto solo respingere, Florenzi era lì, grande Alessandro, a ribadire quel pallone in porta per il delirio del popolo romanista.

NUMERI DA CAMPIONE - Crediamo che ormai Edincredibile abbia convinto tutti. Se mai ci fosse ancora qualcuno che dubitasse (pronto a rispuntare fuori al prossimo gol fallito dal bosniaco), allora per questi signori forniamo una serie di numeri a prova di gol fallito: dopo i ventinove gol del passato campionato, capocannoniere, quest'anno con quello di San Siro è arrivato a quota sette in sei partite; il destro a Milano è stato il ventiquattresimo gol nelle ultime ventiquattro partite; in totale in stagione ne ha realizzati otto sui sedici giallorossi. Serve altro? Edincredibile.