Gli esteti e i perfezionisti potrebbero avere qualcosa da obiettare, ma il successo di Udine va celebrato. Senza peana o squilli di tromba, per carità. Eppure i primi tre punti segnano un'inversione di tendenza rispetto agli errori commessi nelle due giornate iniziali: uno dietro le scrivanie, l'altro sul campo, entrambi condizionanti la classifica ben oltre le reali responsabilità della squadra.

E la stessa sofferenza finale di Udine è nella natura delle cose per un gruppo che appare perfezionabile eccome, tanto che a 48 ore dalla fine del mercato restano ancora almeno due caselle da riempire: un esterno difensivo e un centrale.

In attesa (e soprattutto nella speranza) che si materializzi l'agognato oggetto del desiderio Smalling però, la difesa dei ragazzini mostra il suo volto migliore, chiudendo ancora una volta la porta - la seconda su tre in campo - con l'ausilio decisivo di Mirante.Pur lasciando qualche occasione di troppo agli avversari di turno (in particolare nei finali di gara, da verificare quanto prima se dipende dalla condizione fisica o da quella mentale), l'unico che finora è riuscito a violarla è Ronaldo, non certo l'ultimo arrivato.

La somma degli anni di Mancini, Ibanez e Kumbulla fa 65: se le premesse sono queste, la linea verde schiude un orizzonte roseo. Il brasiliano pare inserirsi nel solco dei grandi centrali provenienti da una terra che da queste parti è sempre stata setacciata con risultati lusinghieri. Senza scomodare paragoni prematuri quanto insensati, senso della posizione, tecnica e personalità (pure troppa in certe circostanze) dell'ex atalantino fanno intravedere le stimmate del difensore d'eccellenza. Aspettiamo, ma intanto godiamocelo.

Come i due scudieri ai suoi fianchi: pochi fronzoli, tanta sostanza. Avanti così lì dietro. È invece lì avanti che dei tre "vecchietti" soltanto uno ha fatto il suo: con Micki e Dzeko in penombra, la luce è arrivata dalla Spagna. Il collezionista di titoli Pedro ha fatto coincidere la prima firma personale (e che firma) con la prima vittoria stagionale. Forse non è un caso che il sigillo sia opera dell'uomo che fin dalla presentazione non ha posto limiti, né obiettivi. Si costruisce un successo dietro l'altro. A partire da questo.