La sensazione che a un certo punto ha dato la Roma, in un sabato pomeriggio senza pensieri in cui ha regolato il Chievo con un 4-1 che tornerebbe utile anche mercoledì, è che la nuova statura misurata in Europa, al netto delle difficoltà estemporanee che si possono affrontare in una partita, le abbia conferito nuove certezze. È il famoso processo di crescita di cui si è sempre parlato e che passa invariabilmente attraverso nuovi risultati e nuovi palcoscenici, tipo quello che attenderà la squadra anche mercoledì. Ieri si è giocato col Chievo, ma molti pensieri sono andati al Liverpool, un po' per l'inevitabile angoscia che ci portiamo nel cuore per la sorte di Sean, un po' per quel coro non esattamente di gioia ripetuto tutta la partita ("odio Liverpool", come se non ci fosse già abbastanza odio nel mondo da non potersi esimere dal rivendicarlo anche per il calcio), un po' perché mercoledì la Roma giocherà la semifinale di ritorno della Champions League contro i Reds ed essendo 34 anni che non capitava (e anche allora serviva e arrivò un 3-0 per completare la rimonta) è comprensibile che un pensiero inesorabile porti tutti più lontano dell'orizzonte di ieri.

Detto questo, però, della maturità raggiunta da questa squadra due cose bisogna dirle, perché poi si fa presto a mettere in guardia dalle insidie di sfide apparentemente facili contro rivali che non sono disposti ad arrendersi facilmente. E invece prima con la Spal e poi con il Chievo, proprio in mezzo alla doppia sfida di Champions, sono arrivate due vittorie secche, inoppugnabili, evidenti, meritate. E mentre il Liverpool pareggiava senza reti in casa contro l'ultima in classifica, la Roma consolidava il suo terzo posto dando l'impressione di essere comunque la favorita nella corsa all'ultimo gradino del podio. Sembra tutto facile, ma non lo è. Non lo sarà neanche battere il Liverpool con tre gol di scarto. Ma non lo era neanche farlo col Chievo. "Se fosse facile, lo farebbero tutti". Sembra una frase banale, ma non lo è. Se non altro perché è l'iscrizione che Di Francesco ha impresso sul suo account di Whatsapp...