Chi ha paura, si accomodi in altre pagine della storia romanista. Lì c'è ampio spazio per sedersi, lì dove siamo sempre stati tutti comodi, a veder gli altri vincere e ogni volta a sperare in un anno migliore. Stavolta no, stavolta gli altri staranno a guardare e noi saremo lì, sui campi principali, quelli dove la storia si scrive e non si guarda. La rivoluzione romana, che la società americana sotto la guida tecnica di Eusebio Di Francesco ha avviato, si può compiere nei prossimi dieci giorni. Mercoledì 2 maggio, intorno alle 23, supplementare più, minuto meno, sapremo se questa stagione 2017-2018 potrà diventare la più gloriosa stagione della nostra vita o se resterà semplicemente una delle più belle ed emozionanti, com'è stata finora. Guai ad accontentarsi, però: e quindi la retorica del "Comunque vada, sarà un successo" non deve attecchire a Trigoria. Adesso bisogna provarci fino in fondo, adesso che gli assillanti predatori che speravano nel fallimento sono stati messi definitivamente a tacere dall'evidenza dei fatti, si può realmente affrontare con l'anima leggera (ma il cuore caldissimo) il calendario che (ci) - sì, "ci", perché riguarda tutti - attende nei prossimi giorni: Spal, Liverpool, Chievo, Liverpool, Cagliari, Juventus, Sassuolo e chissà.

A occhio, cinque vittorie e due pareggi (o magari anche una sconfitta non troppo dolorosa) potrebbero bastarci per farci vivere la fine di maggio più emozionante da 34 anni a questa parte. Tutto però passa da Ferrara e dal Paolo Mazza, storico stadio della squadra di Semplici. Per come si sono messe le cose, e per quei risultati di gennaio maledetti e sfortunati (ora sì che è evidente quanta componente di casualità ci sia stata nel determinare l'esito di certe partite, al fianco di altre mollate per demeriti propri), la Roma è rimasta l'unica squadra in Europa a dover lottare a perdifiato su due fronti. La questione non riguarda più il Liverpool e il Real, ormai al sicuro del posto in Champions ma lontanissimi dalla vetta del campionato, né il Bayern che ha già vinto il titolo e progettato persino il futuro con un altro allenatore.

Solo il Marsiglia di Rudi Garcia, coinvolgendo nella considerazione anche le semifinaliste di Europa League, si trova in una situazione simile, ma oggettivamente occuparsi del Salisburgo è ostacolo differente rispetto a quello che rappresenteranno Salah, Milner e Van Dijk. Un ulteriore vanto, insomma, per Di Francesco e i suoi ragazzi, per i dirigenti e per tutti quelli che a Trigoria stanno lavorando per arrotondare tutti gli spigoli disseminati sul cammino della squadra. Da oggi pomeriggio si comincerà a pensare ai Reds, alla Kop, ad Anfield e al resto. Nel frattempo, sia ben chiaro a tutti che la strada per Liverpool passa da Ferrara.