Prima di parlare, bisognerebbe conoscere. Si eviterebbero figure da cretini, anche se magari ci sono abituati dalla nascita. Ci risulta che ieri qualcuno ha fatto del sarcasmo nei confronti di questo giornale, «ora vediamo se Il Romanista scriverà anche del caro prezzi della Roma dopo averlo fatto con il Barcellona».  Chi parla così ha l'attenuante dell'ignoranza, ma l'ignoranza non può essere una giustificazione. Proviamo a spiegare qualcosa. Dunque, questo giornale è stato l'unico, e sottolineiamo l'unico, che ha avuto l'onestà e il coraggio di puntare il dito nei confronti della società, mettendo nero su bianco che i prezzi fissati dalla Roma in particolare per gli appuntamenti europei, erano esagerati. Per il semplice fatto che i settori popolari, lo dice la parola stessa, devono rimanere popolari, alla portata del portafoglio di tutti. Perché il calcio è del popolo ed è il popolo che lo fa sopravvivere.

Questo giornale in occasione delle partite casalinghe con Atletico Madrid, Shakhtar e Barcellona, si è esposto senza se e senza ma su un caro prezzi che non ci piaceva e continua a non piacerci. Non lo ha fatto nessuno, figuratevi chi ama spargere zizzania e sputare veleno non avendo altro argomento che quello della calunnia. La cosa non è stata presa neppure troppo bene dalla società giallorossa come c'era da aspettarselo, ma questo fa parte della dialettica tra persone che hanno comunque l'intelligenza di ascoltare punti di vista diversi.

Detto quello che andava detto: non riescono a piacerci neppure i prezzi che la Roma ha fissato per i settori popolari in occasione della semifinale di Champions, 65 euro per la Curva, 85 per i Distinti. Anche se poi bisogna fare alcuni distinguo che in qualche misura possono far vedere la cosa con una luce meno pesante. La strategia del ticketing della Roma, da sempre è rivolta a tutelare i suoi abbonati, quelli che pagano prima e tutto, che ci sono sempre e comunque sia che si giochi con il Benevento che con il Liverpool. Strategia confermata anche in questa occasione visto che per gli abbonati le Curve (la Sud è esaurita in abbonamento) costeranno 35 euro e i Distinti 50, prezzi assolutamente accettabili per una semifinale di Champions. Ed è una strategia che una certa parte degli abbonati capisce e arriva quasi a condividere. Resta il fatto, per noi, che quei prezzi per non abbonati, ci sembrano esagerati. Perché il calcio è del popolo, e deve restare del popolo.