Gianni Mura non avrebbe amato la retorica e quindi è giusto provare a ricordarlo così, in maniera pubblica ma asciutta per quanto sia possibile in questo tempo che fa tremare i polsi. A Gianni Mura devo almeno due ringraziamenti: il primo per la dolcezza che ha sempre avuto nei miei riguardi e nei confronti della mia famiglia; il secondo è la gratitudine di tutti noi che abbiamo letto avidamente le sue corrispondenze dal Tour, dal campionato, dalla tavola, dall'Italia.

Dietro quello che scriveva Mura c'era sempre di più se volevi o sapevi cercare: la scelta era solo tua. Di lui non dimenticherò mai quella civetta, dono di una serata milanese della metà degli anni Ottanta, e le parole oneste con cui più volte mi ha descritto mio padre aiutandomi a conoscerne più di quanto non mi sia stato possibile.



Ciao Gianni fai buon viaggio e se incontri Agostino fatevi una scopetta e un bicchiere di rosso.