Cogito Ergo Sud

Bandiere al vento

Si muove la città, Roma va a vedere la sua squadra, farà vedere letteralmente di che stoffa è fatta: giallorossa e unica

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Tonino Cagnucci
19 Marzo 2026 - 06:30

Non sarà la sera dei miracoli se riusciamo a battere il Bologna, perché comunque il Bologna non è il Barcellona, la sera dei miracoli sarà quella che prenderà i colori dalle bandiere della Roma, spiegate al vento perché nemmeno il vento sa capirle al volo. Si va a lezioni di Roma stasera. Si tifa. Si porta una bandiera, si colora tutto lo stadio che non sia la Curva Sud che è colore di suo. 

Queste sono le nostre partite, non nel senso, spesso dispregiativo, di gare del cuore e della vita (sia perché non bisogna rimontare 2-3 gol, sia perché il Bologna oltre a non essere il Barca non è nemmeno il Real), ma perché ridefiniamo la nostra identità: romanisti. Ogni volta. Lo dimostriamo a noi stessi, più che agli altri. Due sconfitte in una settimana, Boga e Gatti per quel maledetto 3-3, sesto posto, e soprattutto le brutte chiacchiere attorno a Trigoria, un Gasperini che appare già troppo solo sulla strada del buon senso e del giusto lavoro, e con una marea di gufi autoctoni telavevodettisti che stanotte non so quanto urleranno a piena voce “gool” se dovesse segnare la Roma... : non ce ne frega niente di tutto questo, oggi è soltanto una grande occasione per stare vicino alla Roma. 

Non è il Barcellona, né il Real Madrid, ma il Bologna rappresenta oggi quello che ogni romanista cova dentro da anni (personalmente da sempre): la voglia di cercare di vincere la coppa del 2-0 al Colonia, di Norimberga e dell’incendio di Belgrado, quella di Voeller capocannoniere, quella con l’Inter del ‘91, di Vavra, un pugno di consonanti di cui vedo ancora il livido. La coppa di Guigou ad Anfield; della semifinale all’Old Trafford e del 2-2 a Leverkusen. La coppa di Budapest. Questo è. Questo noi vogliamo poterlo sognare anche dopo stanotte quando torneremo a casa e poseremo la nostra bandiera. Con la voglia di portarla al Villa Park o col Lille. C’è veramente poco da scrivere. Si muove la città, Roma va a vedere la sua squadra, farà vedere letteralmente di che stoffa è fatta: giallorossa e unica...

La sera dei miracoli non lo sarà se riusciamo a battere il Bologna, perché comunque il Bologna non è il Barca, la sera dei miracoli è quella del miracolo di essere romanisti. Stasera e sempre. 

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