A due volti. Il primo pallido, timoroso, senza luce. Il secondo focoso, vivo, ridente. Perché quando la Roma vince spunta sempre un sorriso. Quando convince poi il sorriso è più smagliante. Questa volta lo è soltanto a metà. Per ora può bastare, ma già a partire da martedì ci vorrà una squadra più continua. Sulla falsariga di quella vivace e "leggera" della ripresa.

ALISSON 7 - Non c'è partita senza qualche intervento esaltante (due nel primo tempo sofferente) di questo fuoriclasse della porta. Non può esserci vittoria senza lui che la blinda. Per la dodicesima volta in campionato, quindicesima complessiva in stagione. Scusate se è molto.

FLORENZI 7 - Liscio (all'inizio) o frizzante (nella seconda parte), Alessandro non sarà Marlon Brando ma è sempre lui. Trottolino che non lesina mai impegno e va su e giù per quella fascia che è un piacere. Soprattutto quando disegna cross al bacio per la testa dei compagni.

MANOLAS 7 - L'ultimo gol all'Olimpico lo aveva segnato contro il Torino, quasi due anni fa. Ma il suo mestiere più che farli è evitarli. E anche con i granata ci riesce benissimo, prima di togliersi la soddisfazione personale con un gran terzo tempo. ‘Sto Manolas po' esse fero e po' esse piuma. È stato entrambe.

JESUS 6,5 - Sostituisce Fazio squalificato e non lo fa rimpiangere: sicuro, puntuale, senza sbavature.

KOLAROV 6,5 - Andamento lento nel primo tempo, quando però anche il resto della squadra va al piccolo trotto. Nella ripresa si rinfocola pure lui e (ri)tira fuori la fascia di guerra. Su un gioco di prestigio di Schick per poco non torna il "Volarov" di inizio stagione: corsa, sovrapposizione e bomba.

NAINGGOLAN 6 - Irriconoscibile all'inizio, non solo per mancanza di cresta. Sale nella ripresa, quando è ancora sotto i suoi standard, ma sfodera due assist per la prima volta in carriera: il secondo con coast to coast alla... Ninja.

IL MIGLIORE, DE ROSSI 7.5 - Nella serata delle emozioni forti non poteva che essere decisivo lui, che alle emozioni ha consacrato una carriera. Il cuore in gola durante quel minuto di silenzio assordante e commovente. Il cuore oltre l'ostacolo sul campo, quando si pone in mezzo, davanti la difesa. Il cuore della squadra dal punto di vista tattico, come della personalità. A fungere da punto di riferimento fin dai momenti iniziali, quelli di difficoltà. Come sempre accade, è lì che i muscoli del Capitano guidano la squadra. Di Francesco chiede verticalizzazioni: lui prima le crea con lanci millimetrici, poi le detta entrando in area in una delle rarissime sortite offensive. Il colpo di testa di Radja lo trova in piena area, dove Daniele segna in scivolata e al volo. Il suo marchio di fabbrica nel modo più bello, alla squadra cui segnò il primo gol in A. Cuore Roma.

STROOTMAN 7 - La quantità di palloni che recupera è incalcolabile. Non solo: anche quando gli altri sembrano blandi, lui ringhia. Come ai bei tempi.

ÜNDER 6,5 - Il turchetto è ancora una volta il più brillante dell'attacco: il reparto resta all'asciutto, ma lui si danna fin dall'inizio. In questa occasione non trova la porta, ma gioca tanto per i compagni. E in crescendo.

SCHICK 5,5 - Per la prima volta da quando è in Italia non punisce il Torino. Anzi, sembra lui quello fuori fase. Poco incisivo lì davanti, fin quando non decide di mostrare al mondo quali sono i suoi mezzi: enormi. Palla c'è, palla non c'è e imbucata no look per Kolarov in piena area. Il giorno in cui si sbloccherà, avremo trovato il campione che promette di essere.

EL SHAARAWY 6 - Paradossalmente presente in fase difensiva più che in quella offensiva. Non tira mai in porta, ma copre anche le falle dietro di lui sulla corsia mancina.

GERSON 6 - Un quarto d'ora a mettere ordine e dare forma al 3-0 finale.

PELLEGRINI 6,5 - Entra a sei minuti dal termine e riesce a mettere il punto esclamativo sulla partita, cominciando e finendo la ripartenza da manuale. Dal limite dell'area romanista al cuore di quella granata, fianco a fianco con Nainggolan: terzo gol in campionato, secondo sotto la Sud.

GONALONS s.v. - Il tempo di riassaggiare il campo dopo due mesi di assenza.