Era ora. Questo è stato il primo pensiero quando, ieri, abbiamo sentito, letto e riletto la lunga intervista che il Direttore Generale della Roma Mauro Baldissoni ha rilasciato ai microfoni dell'emittente radiofonica targata «Sole 24 ore». Ci sembra una scelta romanista come questo giornale ha auspicato nei giorni scorsi avendo come obiettivo quello di uscire da questo momento negativo. Perché da tempo si sentiva l'esigenza di un intervento societario che potesse fare chiarezza soprattutto sulla situazione economica.

Prendiamo atto, con soddisfazione delle parole del Direttore Generale che ci ha spiegato come mister Pallotta abbia erogato nelle casse giallorosse, negli ultimi quindici mesi, 98 milioni, una cifra importante ma che per le nuove regole imposte dall'Uefa, non può andare a incidere su quei numeri con cui bisogna fare i conti per rispettare i paletti del Fair Play finanziario. Un unico dubbio: perché non dirlo e spiegarlo prima? Si sarebbero evitati equivoci, tipo qualche opinionista da quattro soldi che, in cerca di una popolarità che gli è negata dalla vita, va dicendo come il presidente non abbia nessuna voglia e intenzione di mettere soldi nella Roma.

C'è un secondo passaggio nelle parole di Mauro Baldissoni che rappresenta (quasi) un inedito che non possiamo che accogliere come una positiva inversione di tendenza. Ed è quel passaggio in cui si intravede un'autocritica, in cui si dice che qualcosa si è sbagliato, in cui si garantisce che saranno fatte riflessioni per trovare una risposta definitiva e positiva alle cicliche crisi di una squadra che spesso è partita bene, ha fatto sognare e poi quel sogno lo ha trasformato in un incubo, fermo restando che punti e piazzamenti delle ultime stagioni sono stati da record anche se poi si è sempre a zero tituli.
Il Direttore Generale non è stato tenero neppure nei confronti dei calciatori. Azzerando qualsiasi alibi a proposito di mancanza di motivazioni nel momento in cui i risultati hanno allontanato il sogno. Pure qui, come non essere d'accordo, soprattutto considerando stipendi e adeguamenti che la società ha garantito e continua a garantire a questa rosa?

Ultimo aspetto che ci sembra giusto sottolineare, è quello dell'aumento dei ricavi, in qualche modo legato alla politica del trading, compro a cinque e rivendo a venti. Il nuovo stadio sarà la garanzia di domani, ora intanto c'è bisogna di incrementare la voce commerciale, a partire dal main sponsor che da troppi anni manca sulle maglie giallorosse (che peraltro, per chi scrive, sono più belle nude e crude come sono ora, ma capiamo l'esigenza). Pare che siamo vicinissimi a non sentirci più orfani del main sponsor. Era ora. Pure qui.