Senza botti. Né in entrata, né in uscita. Chiude così il mercato della Roma. Con molto rumore per (quasi) nulla. Dove il quasi rappresenta la cessione di Emerson al Chelsea e l'arrivo di Jonathan Silva dallo Sporting Lisbona. Operazioni tutto sommato di contorno, considerando il peso specifico dei giocatori coinvolti: entrambi alternative all'intoccabile Kolarov.

L'esterno argentino è sbarcato ieri mattina a Fiumicino per poi sostenere le visite mediche a Villa Stuart. Esami particolarmente approfonditi in questo caso, perché il giocatore è reduce da un serio infortunio al ginocchio che ha richiesto un intervento chirurgico al collaterale destro. Negli ultimi giorni è tornato ad allenarsi, ma le cautele non sono mai troppe in casi simili.

L'argentino arriva in prestito (con riscatto già fissato a cinque milioni) e prende il posto di Palmieri, finito al Chelsea per ventinove milioni bonus compresi. Toccante il messaggio di commiato su Instagram: «(...)La mia valigia di sogni ora è una valigia di ricordi, il mio cuore è proteso verso la nuova avventura ma è pieno di tutto quello che mi avete dato. Grazie, sarò per sempre un tifoso della Roma». Eppure la parabola dell'italo-brasiliano dal ko dello scorso 28 maggio al passaggio in Inghilterra è rappresentata da un'inconfutabile curva discendente, almeno per quanto riguarda il numero di presenze: inamovibile con Spalletti; comparsa con Di Francesco, che gli ha concesso 105 minuti complessivi (90 in Coppa Italia e i 15 finali, sul 3-0 e in superiorità numerica, della partita contro con la Spal in campionato). Alla luce dei fatti, una cessione inevitabile. E un cambio in rosa con un giocatore dalle caratteristiche simili: entrambi dotati di corsa e tecnica, entrambi classe ‘94.

Ma prima di Silva le attenzioni del direttore sportivo giallorosso avevano fatto rotta su diversi profili. Il primo a essere puntato è stato Aleix Vidal, esterno tuttofare del Barcellona, già acquistato da Monchi all'epoca del Siviglia. Le pretese blaugrana hanno però bloccato ogni possibile trattativa, che la Roma avrebbe voluto condurre tramite prestito ed eventuale riscatto a giugno prossimo, anche per valutare il recupero di Karsdorp con relativa tranquillità. L'alternativa era rappresentata da Nordi Mukiele, talento ventenne del Montpellier, per il quale però la richiesta si aggira già intorno ai venti milioni. Entrambi esterni destri (Vidal adattabile anche sulla corsia opposta, oltre che "alto"), avrebbero dirottato Bruno Peres verso altri lidi. Ma il brasiliano ha rifiutato il trasferimento al Genoa («Convinto a restare dall'amore per questi colori», le sue parole), bloccando lo scambio con Laxalt che avrebbe sistemato anche la corsia mancina.

Nelle ultime ore si era fatta strada l'ipotesi Blind: il jolly difensivo (terzino sinistro, centrale e all'occorrenza mediano davanti alla difesa) del Manchester United è stato offerto ai giallorossi, che hanno vagliato l'ipotesi. L'olandese figlio d'arte era tentato da una nuova avventura in Italia anche per l'ostracismo che gli sta mostrando Mourinho, ma l'accordo fra i due club non è stato trovato, anche per il poco tempo a disposizione. Negli stessi istanti Monchi lavorava su altri tavoli, che sono quelli che gli hanno consentito di portare a termine l'operazione che ha condotto Silva alla corte di Di Francesco.

Restando al reparto arretrato, saluta Hector Moreno - altro difensore utilizzato col contagocce - che torna in Spagna (ha vestito la maglia dell'Español per quattro stagioni), destinazione Real Sociedad. Il ruolo di quarto centrale sarà occupato all'occorrenza da Kolarov, facendo scalare il neoacquisto Silva sulla fascia. Il ritorno di Capradossi dal prestito al Bari potrebbe concedere qualche chance al prodotto del vivaio romanista. Chi non si muove da Trigoria è Skorupski, nonostante le tante richieste. La certezza è Alisson, a maggior ragione in un periodo come quello attuale in cui sta rivelando tutto il suo talento al mondo intero, ma la Roma ha ancora bisogno di un secondo portiere affidabile in caso di necessità. Durante la sessione estiva saranno probabilmente accolte le richieste del polacco, che vuole giocare e sarà messo sul mercato. Per ora si resta così.

Big, gennaio bollente

Eppure il 2018 era cominciato con lo spauracchio dei grandi stravolgimenti. Subito dopo il pasticciaccio brutto che aveva coinvolto Nainggolan a Capodanno, erano circolate voci su un imminente mega-offerta dalla Cina per il Ninja. In realtà non è mai stata intavolata alcuna trattativa per la cessione, ma soltanto portata all'attenzione della Roma da alcuni mediatori la notizia di possibili interessamenti dall'estremo Oriente. Tanto che i rumors si sono sgonfiati nel giro di pochi giorni.

Quelli rimasti in piedi per un bel po' hanno avuto Dzeko come protagonista. La vicenda è ormai arcinota: Antonio Conte aveva richiesto alla dirigenza del Chelsea un rinforzo di alto livello in attacco e l'identikit rispondeva al profilo del bosniaco. Con la Roma i Blues hanno provato a estendere il discorso già intrapreso per Emerson, pur mantenendo sempre separate le due operazioni (tanto che una sola è andata in porto). Monchi si è seduto al tavolo delle trattative, convinto di strappare per il proprio centravanti una cifra intorno ai 35 milioni, che però non è mai stata raggiunta dalle offerte. Lo stesso Dzeko non ha premuto con il club giallorosso per una cessione, rendendolo di fatto forte delle proprie posizioni. D'altra parte Edin ha un contratto fino al 2020, mentre la società londinese è solita offrire ingaggi annuali agli ultratrentenni.

È mancato un filo all'ingresso del bosniaco nel vorticoso giro che di attaccanti messo in piedi al fotofinish: sostituito con Batshuayi, Aubameyang è finito all'Arsenal, che ha liberato a sua volta Giroud, finito al Chelsea per una cifra complessiva di 20 milioni. Nel destino del francese ci sarebbe stato in ogni caso un incrocio con Dzeko: era lui la punta individuata da Monchi in caso di partenza del bosniaco per Londra. È stato lui a occupare il posto che era stato riservato a Edin a Stamford Bridge. Anziché passare dalle sponde del Tamigi a quelle del Tevere, Giroud si è semplicemente spostato da Nord a Ovest della capitale inglese. E il centravanti della Roma è rimasto in quella italiana. Per la soddisfazione di tutti.