Si è chiusa nei giorni scorsi la mostra "In nome della rosa, la storia della Roma in 90 anni di formazioni", aperta a  dicembre  presso la DolceVita Gallery di via Palermo 41, che ha rappresentato non solo un'esposizione, ma un momento d'aggregazione romanista: perché quasi ogni sera si è svolta una manifestazione a tema giallorosso, con presentazioni di libri, serate con i Roma Club e con la stampa. E con "Il Romanista". Sì, perché si tratta di un'amicizia duratura tra l'Unione Tifosi Romanisti e il nostro giornale. Un rapporto che si è rinsaldato in occasione dell'evento organizzato alla mostra "In nome della rosa", allestita dal club in via Palermo 41. Alla Dolcevita Gallery si sono susseguite diverse iniziative comuni con scambi reciproci e condivisione di contenuti, eventi, idee e passioni. Rigorosamente nel nome della Roma, come spiegato nel corso dell'incontro d'inizio anno, alla presenza del presidente dell'Utr, Fabrizio Grassetti, e del vicepresidente Antonio Calicchia, che hanno passato in rassegna la storia del nostro giornale, dagli albori (dal 10 settembre 2004) ad oggi, raccontando il rapporto che lega da sempre il quotidiano dei tifosi romanisti con uno dei punti di riferimento del tifo giallorosso. E allora «con questo amore qui», come specificato dal nostro Stefano Romita (che ha ripreso la prima pagina del primo numero del nuovo giornale del 15 settembre scorso), presente alla presentazione del giornale presso la mostra, con questo amore comune l'Unione Tifosi Romanisti e "Il Romanista", che ha sostenuto la mostra "In nome della rosa" con una campagna speciale riservata a nuovi abbonati, sono di nuovo insieme per rinnovare un rapporto da sempre in essere.

Nel corso delle serate a tinta giallorossa è stato presentato "Figli di un Dio minore", il libro di Paolo Arcangeli dedicato ai protagonisti meno noti delle cose romaniste: «È qualcosa che tenta di andare a colmare una lacuna su quelle figure che hanno fatto la storia della Roma ma non erano sotto la luce dei riflettori, come allenatori, presidenti e calciatori. Quindi per ognuno di loro, e per i luoghi che hanno visto le imprese della Roma, ho scritto questo libro perché anche loro hanno diritto a essere ricordati nella storia come parte integrante dei successi della nostra società», ha spiegato l'autore, Paolo Arcangeli. «Un libro straordinario – ha aggiunto Fabrizio Grassetti - perché parla di personaggi apparentemente minori, meno conosciuti come Biancone, un'icona nella storia della Roma, un vero totem, Giorgio Rossi, i medici sociali Gaetano Zappalà (presente Peppe, il figlio), Ernesto Alicicco, Mario Brozzi. Il dirigente accompagnatore Fernando Fabbri. E poi c'è il racconto di tutte le sedi, i campi in cui la Roma ha giocato, e di personaggi che fanno parte del mito, come Zi' Checco e la sora Angelica». A Paolo Arcangeli, in occasione della presentazione del libro, è stata donata una "bricchetta", uno speciale premio che il Presidente Roma Club Banca d'Italia Eurosistema, Marco Emberti Gialloreti, ha descritto come «un mattoncino di banconote triturate presso le officine carte valori della banca d'Italia di banconote andate fuori corso. Per evitare di trasportare banconote che possano essere ritenute valide vanno triturate o in modo che tutti i biglietti siano uguali, come quello donato a Paolo Arcangeli, o tutta una mescolanza di biglietti assemblata nel mattoncino che alla fine assume il valore totale dei biglietti triturati (premio già assegnato in passato ai nostri Daniele Lo Monaco e Piero Torri)».