Continua la pubblicazione integrale del programma presentato dal candidato alla Presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio Damiano Tommasi. In questa puntata pubblichiamo i capitoli 3, 4 e 5. Qui potete leggere la prima puntata.

3/PESI ISTITUZIONALI FEDERALI

OBIETTIVI

- Cambiare i criteri di distribuzione dei "pesi istituzionali" interni al sistema, fissati dalla "Legge Melandri".

I criteri fissati dalla cosiddetta "Legge Melandri" risentono di un momento storico-sportivo ormai lontano rispetto al quale, oggi, sono radicalmente cambiate le condizioni ed i ruoli delle singole componenti. Tra le priorità di intervento della Federazione dovrà, pertanto, esserci una rivisitazione di tali "pesi" finalizzata ad assegnare a ciascuna componente percentuali maggiormente rispondenti ai ruoli attualmente rivestiti ed alle dinamiche economiche e sportive del sistema calcio. Recentemente aggiornata, la Legge Melandri dovrà essere lo strumento principale per bilanciare, anche attraverso le percentuali di mutualità, gli eventuali cambi di percentuali elettorali.

Come vedremo in seguito, tutte le attività attinenti a modifiche di legge e, quindi, non esclusivamente di competenza federale, richiederanno un'ampia condivisione e un importante lavoro di relazioni istituzionali con il prossimo governo. Nello specifico la Lega Serie A lamenta da tempo il poco peso politico, figlio della separazione dalla Lega B e dell'esigenza di rispettare l'equilibrio tra componenti del mondo dilettantistico e professionistico. Al netto dei numeri è doveroso aggiungere come, anche in momenti di evidenti difficoltà di rappresentanza, la Lega Serie A sia sempre stata considerata componente fondamentale per la FIGC. L'autorevolezza e la leadership trascendono i numeri e si basano soprattutto sulla capacità di essere riferimento per l'intero sistema.

Come in ogni famiglia, un genitore presente, credibile e responsabile sarà sempre guida principale, qualsiasi sia il numero dei componenti. L'auspicio, quindi, al di là di modifiche regolamentari e legislative, è di avere al più presto seduti attorno al tavolo federale tutte le componenti in modo propositivo e responsabile.

4/NORMATIVA E RAPPORTI ISTITUZIONALI

OBIETTIVI:

- Partecipare al processo di revisione degli interventi normativi necessari. Il Governo e il CONI rappresentano gli interlocutori naturali e necessari per la Federazione al fine di avviare il processo di attualizzazione di alcune riforme.

L'intervento su nuovi contenuti per la Legge Melandri, le modifiche alla Legge n.91 del 1981, ma anche il riconoscimento, in vari provvedimenti di carattere normativo, della «tipicità» del calcio. Sono solo alcuni degli interventi di cui la «nuova» Federazione dovrà farsi carico in maniera unitaria, come portatrice di interesse dell'intero mondo del calcio. Della riforma del professionismo sportivo si parla da troppi anni, con pochi riscontri concreti. La revisione dei criteri fissati dalla Legge Melandri (con tutte le successive modifiche) è, ormai, una priorità irrimandabile, che deve passare attraverso un preliminare processo di condivisione interna alle componenti. La Federazione dovrà occuparsi anche di guidare il processo di creazione e formazione delle figure professionali di cui necessita il sistema. In tale ottica, la previsione e l'inquadramento lavorativo delle nuove competenze operanti nel mondo delle società di calcio, rappresenta un passo necessario per far incontrare domanda ed offerta di lavoro. È necessario, infatti, adeguare la Legge sul professionismo sportivo (L. 91/81) all'attuale realtà del nostro movimento. Molte sono le figure che non trovano adeguato riconoscimento all'interno della Legge e ciò spesso impedisce alle società professionistiche la dovuta flessibilità contrattuale specifica dell'attività sportiva. L'intervento sulla Legge Melandri, come detto già fortemente innovata negli ultimi tempi, può essere ulteriore strumento per incentivare investimenti e riequilibrare la distribuzione delle risorse.

5/CLUB ITALIA

 OBIETTIVI:

- Strutturazione secondo il modello di un Club professionistico;
- Possibilità di coinvolgere i componenti del Club Italia nelle decisioni tecniche;

- Coinvolgere operativamente e strategicamente gli ex campioni delle Nazionali. Il Club Italia rappresenta l'apice del percorso sportivo nazionale.

Al fine di garantirne la piena funzionalità e favorire l'acquisizione di un ruolo «trasversale» a tutti i processi interni al sistema, si propone di strutturare il Club Italia secondo il modello organizzativo tipico di un Club professionistico. A tal fine, oltre alla figura di un Presidente, si rende necessaria anche quella di un Direttore e di uno staff articolato, qualificato e competente. Questa struttura sarà di supporto al CT ed al responsabile delle nazionali giovanili, nell'ottica di ottimizzare l'operatività di tutta la filiera. I vertici del Club Italia (Presidente, Direttore, CT, Responsabile nazionali giovanili) potranno partecipare alle attività delle commissioni e dei settori, in sede di programmazione, potendo essere coinvolti in ogni decisione federale che abbia una natura «tecnica». In tal modo, il Club Italia sarà effettivamente di supporto consultivo in ambito tecnico per l'intera Federazione. Responsabilità delle componenti tecniche sarà l'individuazione delle persone da coinvolgere nella strutturazione del Club Italia, che garantirà la piena condivisione del «progetto sportivo Italia». In relazione alle attività derivanti dai contratti di sponsorizzazione della Nazionale, come avviene in esperienze omologhe di altre Federazioni, i calciatori e le calciatrici in attività e gli ex-calciatori/trici saranno attivamente coinvolti, sulla base delle  disponibilità da loro fornite. Gli ex-calciatori e le ex-calciatrici della Nazionale, in particolare, saranno coinvolti nelle azioni di potenziamento delle sponsorizzazioni ed in tutte le attività istituzionali, svolte in Italia ed all'estero, collegate al Club Italia. L'immagine federale dovrà essere sempre di più valorizzata da chi ha onorato la maglia azzurra a livello internazionale.