Centododici giorni. Dopo più di tre mesi di digiuno, Dzeko prova a ritrovare l'appetito lontano da casa proprio nel luogo in cui ha gustato l'ultimo pasto fuori. Con il migliore proscenio possibile: quel nel quale i grandi giocatori tendono a sfoderare il meglio di sé, a esaltarsi. Ad accenderne le luci di vecchioniana memoria. La Roma ne sa qualcosa. Soprattutto nell'ultimo decennio il Meazza l'ha vista sempre protagonista, spessissimo vincitrice. A volte dominatrice. Rimettendo sulla dritta via (ancora solo parzialmente) una storia che a lungo aveva designato i giallorossi vittime e il tempio milanese tabù. Poi la svolta. Le magie di Totti. Lo strapotere romanista mentre la Milano da bere, strabordante e centralissima, declinava a cicchetto di vino in cartone da periferia calcistica. Successi in serie per la Lupa nel terzo millennio. Con diverse firme d'autore. Fra le quali quella dello stesso Dzeko, più volte. In questa stagione sì, ma non solo.

Nel 2017 Edin è stato protagonista assoluto delle sfide disputate contro il Milan. Un gol nella gara d'andata quest'anno, con un gran tiro da fuori area. Una doppietta nel finale della scorsa stagione, quando la Roma travolse i rossoneri per 4-1, grazie a un gran destro sotto l'incrocio dei pali e a un colpo di testa del bosniaco. Che esultò toccandosi con veemenza la fronte più volte, spiegando poi che era un rimprovero a se stesso per aver segnato poco con il capo. Perfino in un'annata che lo ha visto battere ogni record italiano in tema di realizzazioni (ben 39 totali). Sintomo di perfezionismo, per un grande attaccante che pur avendo nella gigantesca mole uno dei suoi punti di forza, è decisamente più prolifico con i piedi.

Lo conferma una recente statistica di Opta, che analizzando i dati dei maggiori cinque campionati europei, pone il bosniaco in testa alla classifica fra i calciatori che hanno tirato in porta più volte con la testa (29 per lui). Eppure Dzeko si erge tuttora come il miglior realizzatore delle squadra giallorossa. Anche in questa stagione, in cui guida la classifica marcatori interna alla Roma con dodici centri complessivi. Uno di questi è arrivato proprio con l'Inter, altra squadra alla quale ha già fatto male in diverse circostanze. Contro i nerazzurri Edin vanta uno score invidiabile, composto da due gol, due assist vincenti e un rigore procurato (e trasformato). A loro ha segnato anche nella sfortunata partita d'andata, quella condizionata dal triplo palo romanista; e soprattutto dalla svista clamorosa dell'accoppiata Irrati-Orsato, fra campo e Var, in occasione del solare rigore negato a Perotti per fallo di Skriniar. Era soltanto l'inizio del campionato, e Dzeko cominciò la sua serie di reti, poi interrotta proprio dall'ultima marcatura in trasferta a San Siro. Da una milanese all'altra, prima di riprendere il feeling con il gol soltanto all'Olimpico, contro la Spal e poi con l'Atalanta. Senza Var (ancora lei) avrebbe segnato anche al Sassuolo, con uno splendido sinistro. Ma il dato certo è che è tornato "caldo". Per San Siro.