Ci saranno tre Primavera in panchina contro il Milan, due predestinati e uno che si è conquistato tutto con sacrifici che vanno ben oltre gli anni di allenamenti e fine settimana in campo dei suoi compagni. Giovedì in Europa League c'erano a disposizione Riccardi e Calafiori, oggi si aggiungerà Ebrima Darboe, che ieri ha ricevuto maglia numero 54 e prima convocazione: la Roma lo aveva portato a Trigoria nell'estate del 2017, riuscendo a tesserarlo solamente lo scorso gennaio, dopo un anno e mezzo di soli allenamenti, con Alberto De Rossi. Viene dal Gambia, lo stato più piccolo dell'Africa continentale: la superficie dell'Alto Adige, meno abitanti di Roma, un piccolo sbocco sull'Atlantico, il resto è tutto confine con il Senegal. Da lì Darboe è arrivato in Italia in cerca di fortuna, senza genitori, ed è stato preso in carico dallo Sprar, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, che tratta con particolare attenzione i minori accompagnati come lui. Che è stato portato in un centro di accoglienza a Rieti: con altri migranti ha cominciato a frequentare il centro sportivo dei dilettanti dello Young Rieti, società dilettantistica nata nel 2014. Era il più bravo, ed è stato segnalato alla Roma: invitato per un provino, lo ha superato brillantemente. Solo che in casi come il suo la burocrazia rallenta tutto: il tesseramento per un club professionistico, che gli ha fatto firmare un contratto e gli garantisce uno stipendio, è ovviamente nell'interesse del ragazzo, ma l'avallo (necessario) del tutore nominato dal Tribunale dei Minori ha comunque i suoi tempi. Classe 2001, da giugno è maggiorenne, e titolare, dopo qualche mese da prima riserva: mezzala sinistra, un destro educato, si era allenato con i grandi quando non era ancora tesserato, ora può sognare l'esordio.