L'applauso finale della Sud (e non solo). Ripartiamo da qui, dopo i fischi e gli striscioni e le contestazioni. Sì perché il derby alla fine ha convinto tutti che Inzaghi e Fonseca possono continuare nella direzione intrapresa e che le due squadre potranno lottare fino alla fine per consolidare le rispettive posizioni e tornare a sognare trofei. Quel che interessa da questa parte, però, è che il lavoro del portoghese può proseguire senza gli scossoni ambientali che un'eventuale sconfitta (che i bookmakers avevano in qualche modo preconizzato) avrebbe in qualche modo favorito. Certo, non si può essere contenti fino in fondo di un derby in cui i rivali tirano in porta tre volte tanto rispetto ai nostri, ma è sicuramente un modo per ricominciare a ragionare in termini positivi su una squadra che lo scorso anno ha sperperato troppe posizioni fino a trascinare a fondo il morale dei tifosi, poi devastato dai divorzi con le due icone degli ultimi 25 anni, ormai lontane da Trigoria con la mente e in qualche modo col cuore.

Chi temeva il tracollo contro una Lazio forte e ben organizzata come si temeva può invece esultare per un derby che con un po' di fortuna si poteva vincere e con un po' di fortuna si è poi pareggiato, ma che comunque Fonseca ha giocato senza esasperare i suoi (buoni) precetti calcistici. Perché qui a Roma non c'è neanche da imporre una mentalità offensiva che da anni ormai caratterizza la guida tecnica della squadra, c'è da rinsaldare semmai il principio che quando non si può dominare la partita non ci si deve comunque arrendere con atteggiamenti burrosi che finiscono con l'essere quasi sempre irrispettosi dell'anima di una squadra che è nata a Testaccio e si è consolidata nelle viscere più popolari di questa città. Ecco, da ieri ci riportiamo via la vis pugnandi di tutti i giocatori, l'esultanza convinta di Kolarov, gli abbracci al gol e quelli finali, le pacche sulle spalle e persino le cazziate ai giovani che in qualche momento decisivo hanno sbagliato le scelte. E comincia a piacere anche il ciuffo di Fonseca, neanche spettinato da un derby così emozionante. Ora, forse, siamo pronti a ricominciare. Non facciam tremare ma Siam Pronti a ricominciare