L'anno zero comincia stasera, ore venti e quarantacinque, stadio Olimpico, il Genoa di Aurelio Andreazzoli dall'altra parte della barricata. Certo, non è la prima volta che si parla di anno zero in casa Roma. Ce ne sono stati parecchi nei nostri novantadue anni di storia, e già almeno un paio nell'era americana. Non sempre, anzi quasi mai, le cose sono andate come negli auspici, programmi, sogni. Peraltro potrà sembrare pure paradossale parlare di anno zero quando, nella prima Roma ufficiale di Paulo Fonseca, molto probabilmente vedremo in campo dieci protagonisti (nonostante l'infortunio di Perotti, cosa che non può che preoccupare considerando i precedenti) della passata stagione, unico nome nuovo, e meno male, il portiere Pau Lopez. Eppure è così, è un anno zero per tutti. Il cui esito è legato alle risposte che ci saranno ai tanti interrogativi con cui la Roma, per forza di cose, si presenterà in campo in questa stagione a partire da questa sfida contro un Genoa che non avrà nulla da peredere. Dzeko sarà quello della seconda e terza stagione? Il coraggio richiesto da Fonseca in ogni occasione, non mette a rischio gli equilibri, soprattutto difensivi, della squadra? Il mercato riuscirà a colmare le carenze che ancora ci sono, il centrale difensivo, il vice Dzeko, e forse pure un esterno offensivo in grado di garantire un numero di gol in doppia cifra? Gli infortuni muscolari, in questa stagione si stopperanno a un numero accettabile? La mancanza di un leader riconosciuto quanto potrà incidere? La chimica nello spogliatoio sarà diversa, in meglio, rispetto a quella che non c'è mai stata nella passata stagione? Quanto potrà incidere la consapevolezza di doversi riconciliare con una tifoseria reduce da una stagione di lacrime e sangue?

Risposte necessarie

Le risposte dovranno cominciare ad arrivare da stasera. Qualcuno dirà che ci sono state tante partite amichevoli in questo lungo precampionato. Esperienza e capelli bianchi, ci inducono a consigliarvi di cancellare tutto, perché il calcio d'estate non conta nulla, zero, come l'anno che sta per cominciare, e il fatto che i giallorossi non abbiano mai fatto i conti con una sconfitta, seppure in amichevole, è una cosa che a noi non fa stare per nulla tranquilli. Che ci sia bisogno di un segnale d'ottimismo che possa riaccendere la fantasia dei tifosi, è fin troppo evidente. Toccherà a questa Roma provare a risalire nella considerazione dei suoi tifosi e di un'opinione pubblica che al momento sì e no la mette in corsa per il quarto posto utile per la prossima Champions, obiettivo dichiarato da società, allenatore, giocatori. Il bel gioco è la via più ovvia per riuscirci. Ma a noi, almeno, per questa sera, ci preme verificare che questa Roma sia in grado di essere una squadra, correre, sudare, lottare, onorare la maglia. Vincere sarebbe una conseguenza. Forza Roma.