Sembra una maledizione sia per la sfortuna nel cammino della Coppa Italia degli ultimi anni (eppure questa è stata per tanto tempo la nostra competizione, ma tutto è cambiato quel maledetto 26 maggio) sia per quanto la Roma di Di Francesco tra campionato e coppe continua a produrre, senza che i risultati siano all'altezza della mole di gioco e delle occasioni costruite. Dall'inizio dell'anno sono già troppe le partite in cui non è arrivata la vittoria nonostante l'evidente superiorità, dalla partita con l'Inter a quella con il Chelsea a Londra, dalle sfide in trasferta di Verona e Genova alla madre di tutte le rosicate, la sconfitta di ieri. C'è da chiedersi se sia solo sfortuna o se c'è un filo comune in certe gare che con qualche accortezza (tattica, psicologica, fisica? Il dibattito è aperto) si potrebbe spezzare. Resta il fatto che alla vigilia della decisiva (almeno per la considerazione generale) sfida di Torino con la Juve la Roma si ritrova già fuori dalla prima competizione, quella da sempre considerata maggiormente alla sua portata.

C'è chi se la prenderà con l'eccesso di turn-over di Di Francesco e se è lecito che ognuno abbia le sue opinioni, su questo giornale difficilmente leggerete considerazioni in questo senso, visto che le rotazioni sono state fino ad oggi un punto di forza di Eusebio e sarebbe assurdo considerarle sbagliate solo al primo passo falso. Si potrebbe discutere semmai sull'addestramento evidentemente (inevitabilmente?) insufficiente che hanno avuto i difensori chiamati in campo ieri viste le precise responsabilità singole e di reparto emerse sui due gol granata. Ma anche questo è parlar facile e solo a risultato mancato. Qui tocca fidarsi o non fidarsi di quel che Di Francesco e questo gruppo di giocatori stanno facendo. E noi, lo abbiamo detto più volte, ci fidiamo.

Se poi questa stagione resterà nobile solo nelle intenzioni e in certe belle giocate dipenderà da loro. Ai blocchi di partenza nessuno accreditava questa squadra di poter vivere una stagione da protagonista e invece fino a oggi è stato così. Il calendario offre una grandiosa occasione già sabato. La colgano, se vogliono lasciare un segno per la storia.