Qui tra un po' faranno pure il governo ombra della Roma, un po' come accadeva in alcune trascorse legislature italiane sulla falsariga di certe prassi dei sistemi bipolari britannici. Da una parte c'era un governo eletto e legittimato a operare secondo le leggi vigenti e c'era poi il cosiddetto governo ombra, con rappresentanti, scelti in massima parte dai segretari del partito d'opposizione, con il compito di seguire da vicino (come un'ombra, per l'appunto) l'attività dei ministri del governo in carica. Allo stesso modo alla Roma, liberati dalla fantasia di alcuni organi di informazione - ovviamente appoggiati e ripresi da quei tifosi che in atteggiamento anche legittimamente critico nei confronti di chi ha guidato la Roma in questi anni sposano poi qualsiasi indiscrezione contraria finendone inconsapevolmente strumentalizzati - si stanno formando organigrammi alternativi a quelli riconosciuti, in qualche modo sempre alimentati (altrimenti come l'acchiappi la benevolenza dei poveri tifosi inconsapevoli?) dai petrodollari del Qatar.

Ed ecco allora che in un'ideale nuova piramide gerarchica, sotto la guida di un emiro qualsiasi (va benissimo anche il presidente del Psg Nasser Al Khelaifi, e poco conta che abbia già smentito ogni interesse della Famiglia Reale qatariota al dossier Roma), si è più volte stagliata la figura carismatica e indubbiamente romanista dell'attuale presidente del Coni Malagò che da un lato occhieggia alla circostanza («quale tifoso non sogna di diventare presidente della squadra che ama?») e dall'altro si ricandida alla guida del Comitato Olimpico.

Con lui non potrebbe mancare ovviamente l'amico di sempre, Francesco Totti, finalmente libero di esprimersi al meglio nel ruolo di Direttore Tecnico. Come allenatore chiaramente i più frettolosi avevano già piazzato Daniele De Rossi, in barba non solo al desiderio più volte manifestato da lui stesso di voler continuare a giocare ma anche, ma tanto chissenefrega, anche dell'esigenza formativa per poter svolgere al meglio un mestiere che necessita di studi approfonditi e specifici tesserini di abilitazione.

E da ieri c'è anche il nuovo amministratore delegato, ed è niente meno che Luca Lotti, sottosegretario del governo Renzi e Ministro dello Sport in quello Gentiloni, dunque uno che non ha alcuna competenza né preparazione specifica per poter guidare una società sportiva quotata in Borsa. Secondo l'Adnkronos, il ruolo gli sarebbe addirittura stato ufficialmente offerto a gennaio, ma lui avrebbe declinato. Ovvio, con quel poveraccio di Pallotta che viene a fare. Ma aspetta che arrivi l'emiro, e allora sì...